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Il Bosco, luogo sacro dei druidi

Il bosco come tempio sacro degli antichi druidi

Il Bosco, luogo sacro dei druidi

Il bosco era il luogo sacro per eccellenza per i Celti.

Esso rappresentava il luogo nel quale le forze della natura e gli Dei manifestavano la loro forza, nelle foreste cielo e terra si incontravano, e in questo tempio sacro senza limiti i druidi erano soliti svolgere cerimonie e rituali che affondavano le loro radici non solo nella cultura celtica, ma anche in quella delle popolazioni preistoriche che li avevano preceduti.

Partendo da ciò che rappresentava una tradizione mitica e leggendaria, il mondo vegetale era così testimone di culti millenari.

Così Lucano, con tutta evidenza intimorito forza del bosco nella religione celtica, scrive : “C’era un bosco sacro, (…) persino gli uccelli avevano paura di posarsi su quei rami e le fiere di sdraiarsi in quella selva; neppure il vento o la folgore che piombava dalle fosche nubi si abbattevano su di essa e le fronde degli alberi abbondanti cadevano da cupe sorgenti e le lugubri statue degli dèi erano prive d’arte, ricavate rozzamente da tronchi intagliati (…). E si narrava che spesso muggivano per terremoti le profondità delle caverne, si risollevavano i tassi abbattuti e si vedevano bagliori nelle selve, senza che vi fossero incendi, e anche che grossi draghi striscianti si avvinghiavano ai tronchi. Le genti non si radunavano in quel luogo per celebrarvi il culto, ma lo avevano lasciato agli Dei” (Bellum civile, III, 400).