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Dio, gli Dei, proiezione di un grande desiderio umano

La ricerca fuori di sè

Dio, gli Dei, proiezione di un grande desiderio umano
Perchè l’uomo ricorre a Dio, se ciò lo impoverisce?

Perchè ad essere infinito (ad avere gli attributi divini di infinita conoscenza, potenza, etc.) non è l’uomo singolo, ma la collettività umana.

Fin ad oggi però l’umanità non ha avuto esperienza di sè come collettività, ma è stata portata a pensare a sè in termini individualistici.

Dunque l’individuo ha pensato a sè come debole, misero, non potendo fare esperienza della sua infinità, ma non potendo nemmeno estirpare da sè il desiderio di infinità, dato che questa lo costituisce nella sua più intima essenza umana.

Quindi ha trasferito, gli attributi di infinità nella trascendenza, in un Soggetto trascendente, altro da sè: ha proiettato su Dio ciò che non ha visto in sè.

Dio nasce così nella coscienza umana come frutto del desiderio, il desiderio che almeno in un luogo sia reale quello che il cuore dell’uomo cerca, la perfezione infinita della conoscenza, della libertà, della giustizia, della felicità.

Così Dio è la proiezione del desiderio umano.