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Rogo alla ThyssenKrupp, a processo i sei imputati: «Fu omicidio volontario»

Confermata la tesi accusatoria di Guariniello

Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati per il rogo alla ThyssenKrupp.
L’amministratore delegato rispondera’ di omicidio volontario.
Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati per il rogo alla ThyssenKrupp di Torino nel quale, il 6 dicembre del 2007, morirono otto operai. Nel rogo all’acciaieria Thyssen divampato a dicembre dello scorso anno morirono Antonio Schiavone morto sul colpo, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi. L’amministratore delegato, Harald Estenhan, risponderà di omicidio volontario con dolo eventuale.
Il processo si aprirà il 15 gennaio in Corte d’Assise e riguarderà, oltre ai sei imputati, anche l’azienda nella veste di persona giuridica.

Il gup (giudice dell’udienza preliminare) Francesco Gianfrotta ha deciso il rinvio a giudizio dell’amministratore delegato della Thyssenkrupp Harald Estenhan, 42 anni, per omicidio volontario con dolo eventuale. Gli altri cinque dirigenti e dipendenti della ThyssenKrupp (Gerald Prigneitz, Marco Pucci, Giuseppe Salerno Daniele Moroni, Cosimo Cafueri) sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo con colpa cosciente. A tutti è contestata anche l’omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. Il processo in Corte d’Assise è stato fissato il 15 gennaio 2009 e riguarderà anche l’azienda e la ThyssenKrupp nella veste di persona giuridica. Per la prima volta in un incidente sul lavoro è stata riconosciuta l’accusa di omicidio volontario.
Il Gup: l’Ad ha accettato il rischio di morti. L’amministratore delegato per l’Italia della Thyssenkrupp, Herald Espenhahn, si è «rappresentato la concreta possibilità del verificarsi di infortuni anche mortali sulla linea Apl5» dello stabilimento di Torino, e ha «accettato il rischio». È quanto si legge nell’ordinanza di rinvio a giudizio per omicidio volontario con dolo eventuale scritta dal gup Francesco Gianfrotta. Secondo il giudice, che ha accolto la tesi della procura, Espenhahn, nonostante fosse a completa conoscenza dei problemi, «prendeva dapprima la decisione di posticipare dal 2006/2007 al 2007/2008 gli investimenti antincendio per lo stabilimento di Torino pur avendone già programmata la chiusura», e poi «la decisione di posticipare l’investimento per l’adeguamento della linea 5 ad epoca successiva al suo trasferimento da Torino a Terni». Per l’accusa doveva mettere a norma lo stabilimento torinese, ma non lo ha fatto e in questo modo ha ”accettato il rischio” che succedesse un disastro. Pena prevista: ventuno anni di carcere con un piccolo sconto a discrezione del giudice.

Il pm: È una sentenza storica - mai successo prima.
«È una sentenza storica». Così il pm procuratore aggiunto torinese Raffaele Guariniello ha commentato la decisione del gup Francesco Gianfrotta di rinviare a giudizio con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale l’amministratore delegato della Thyssenkrupp Harald Espenhan. «Non è mai successo - ha detto Guariniello - che si sia arrivati al rinvio a giudizio sia delle persone fisiche che delle persone giuridiche per i reati che abbiamo contestato, riconoscendo in un caso anche l’omicidio volontario».

La difesa: siamo convinti che si debba cambiare imputazione. Ovviamente diversa la posizione della difesa. Per l’avvocato torinese Ezio Audisio, legale dell’amministratore delegato della Tyssen Krupp Harald Espenhanh, si tratta di una decisione «che ovviamente non auspicavamo ma che rispettiamo, restando convinti che questa disposizione di giudizio troverà un suo ridimensionamento, una sua ricollocazione in tematiche più consone a questo e ad altri casi analoghi. Noi - dichiara alla stampa il legale - non abbiamo mai chiesto che non si facesse il giudizio, ma solo che lo si facesse su un altro capo di imputazione, di tipo colposo. Al momento il giudice non ha condiviso questa impostazione, ma noi restiamo convinti che la nostra tesi possa trovare accoglimento nel seguito del processo quando si affronterà il merito della questione»

«È solo l’inizio devono andare in galera».«È la nostra prima grande vittoria». Così, uscendo dall’aula, i familiari dei sette operai morti nell’incendio alla Thyssenkrupp hanno commentato il rinvio a giudizio dei sei imputati. Una donna, davanti ai giornalisti, ha scandito uno per uno i nomi dei dirigenti chiamati in causa e ha aggiunto: «Andrete in galera maledetti assassini».
La decisione del giudice ha suscitato gli applausi dei parenti delle vittime alcuni dei quali sono usciti dall’aula gridando «sì sì» con le braccia alzate verso il cielo, altri «grazie Guariniello» e altri ancora «è solo l’inizio devono andare in galera».
Il processo riprenderà il 15 gennaio 2009 davanti alla corte d’Assise, per la prima volta in Italia una corte di Assise si occupa di un procedimento in materia di ifnortuni mortali sul lavoro.

Cremaschi: sentenza esemplare. Giorgio Cremaschi, responsabile nazionale della salute e sicurezza della Fiom-Cgil, commentando il rinvio a giudizio dei sei imputati della Thyssenkrupp ha detto che si tratta di «una decisione di grande valore che va nella direzione giusta, che stiamo perseguendo con la nostra costituzione di parte civile. Auspichiamo una sentenza che dia giustizia e serva da monito al continuo stillicidio di morti sul lavoro che purtroppo non si ferma». Cremaschi aggiunge poi che la Fiom organizzerà il 5 dicembre a Torino un grande convegno dal titolo “La Fiom parte civile”, per ricordare tutti i morti sul lavoro dell’ultimo anno.

Manifestazione nazionale il 6 dicembre 2008. Il sindacalista Ciro Argentino ha annunciato per il 6 dicembre una manifestazione per ricordare non solo le vittime della ThyssenKrupp, ma tutte le altre, da Casale Monferrato a Taranto: «In Italia - dice - c’è un morto sul lavoro ogni sette ore. Una situazione che grida vendetta. È la vera emergenza nazionale che non ci pare sia affrontata a dovere dai governanti». Il 6 dicembre un corteo si snoderà dalla fabbrica a palazzo di giustizia. Organizzano le associazioni Legami d’acciaio, e Rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro con i sindacati di base., mentre per il 6 dicembre 2009 è prevista una manifestazione “per ricordare non solo le vittime della ThyssenKrupp, ma tutte le altre, da Casale Monferrato a Taranto” dice il delegato sindacale della fabbrica di corso Regina, Ciro Argentino.

Bresso: decisione storica. E a definire la sentenza «sicuramente una decisione storica, molto importante» è anche la presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso commenta la decisione del tribunale di Torino sul rinvio a giudizio degli amministratori della Thyssen. «È un principio per certi versi innovativo - ha detto Bresso - perchè configura una responsabilità anche penale addirittura su base volontaria. Questo apre sicuramente la strada anche per il futuro a dei profili di responsabilità particolarmente pesanti nei casi gravi. Questa è sicuramente una sentenza storica, adesso la capiremo meglio, ma mi pare molto importante».

Ferrero (Prc), da giudici atto d’impegno dello stato
”Dalla magistratura arriva quel segnale importante e positivo di impegno dello Stato contro gli omicidi bianchi che si aspettava”. Cosi’ il segretario nazionale del Prc, il piemontese Paolo Ferrero commenta i rinvii a giudizio per i morti alla ThyssenKrupp.
”Proprio nel giorno in cui il lavoro uccide ancora indiscriminatamente a Bologna - rileva Ferrero - il rinvio a giudizio disposto dal gup di Torino per i 6 imputati e per l’azienda accusati della morte dei 7 operai uccisi nel rogo alla ThyssenKrupp rappresenta davvero quell’atto concreto di impegno da parte dello stato di cui il paese e il mondo del lavoro avvertivano profondamente il bisogno. Un segnale tanto piu’ forte in quanto era la prima volta che la procura chiedeva il rinvio a giudizio per omicidio volontario, cosi’ come e’ la prima volta che si arriva a un rinvio tanto delle persone fisiche che della societa”’

“La decisione interpreta la forte domanda di giustizia che sulla tragedia ThyssenKrupp proviene da tutta la comunita’ torinese”. Così ha commentato il sindaco di Torino Sergio Chiamparino.