Bowling a Columbine

Mentre arriva finalmente anche in Italia "Fahrenheit 9/11", riscopriamo il film-documentario che ha consacrato Michael Moore: Bowling a Columbine.

Michael Moore è diventato negli ultimi anni il simbolo dei liberal-democratici americani e, in generale, della lotta del popolo contro le grandi imprese americane e i politici corrotti.

La carriera di Moore è iniziata nel 1989 con il documentario “Roger & me”, che si scagliava contro la General Motors, la più potente casa automobilistica del mondo. Questo fu il trampolino dii lancio per il regista che, in seguito, scrisse diversi libri (Downsize this! e Stupid white man, divenuti best-seller in tutto il mondo) e conquistò anche la TV con “TV Nation” e “The Awful Truth”, vere e proprie inchieste per smascherare i soprusi e le ingiustizie dello stato americano nei confronti dei cittadini.

Il documentario
Il vero capolavoro arriva nel 2002 con “Bowling a Columbine” in cui Moore, partendo dal massacro della Columbine School di Littleton (in cui due giovani adolescenti fecero irruzione nelle aule sparando all’impazzata su alunni e insegnanti), scuote l’opinione pubblica denunciando la cultura delle armi e la loro vendita libera negli Stati Uniti.

Le armi sono solo il punto di partenza per un documentario che svolge una riflessione sui nessi tra la diffusione delle armi, il razzismo e l’imperialismo della politica estera americana. Moore è eccezionale per come affronta l’inchiesta, senza mai mollare la preda, facendo sentire la presenza del pubblico (quindi dei cittadini) a quelli che non vorrebbero rispondere alle domande.

Moore riesce a mettere in luce l’assurdo insito nel quotidiano riflettendo sui pregiudizi e sulla strategia del terrore condotta dai mass-media. Memorabili le interviste a Charlton Heston e Marilyn Manson, in cui il primo, vero e proprio simbolo del sogno americano, si dimostra essere un fanatico delle armi razzista e privo di scrupoli (il documentario mostra come la sua associazione di fanatici delle armi da fuoco, la National Rifle Association, non ebbe nessuno scrupolo e nessun pudore a svolgere una convention festosa nella città della Columbine School a pochi giorni dal massacro), mentre il secondo, che per i media e i conservatori benpensanti è la causa della violenza giovanile, si dimostra essere molto più saggio, con un intelligente riflessione sui media e la politica americana.

“Bowling a Columbine” riesce a far sorridere e sconvolgere al tempo stesso, mostrando i punti più oscuri della politica e della cultura americana. Michael Moore con questo documentario ha vinto il premio oscar come miglior cortometraggio, la palma d’oro a Cannes e il premio del pubblico al festival di Toronto.

Il DVD
Molto buono il DVD proposto dalla Cecchi Gori Home Video, tecnicamente e a livello di contenuti. L’ audio (in Dolby Digital 5.1) e il video sono ottimi e superiori alla media, tenendo conto che la qualità è quella di un documentario.

Il comparto degli extra comprende:

- Una conferenza stampa di Moore con interviste (sottotitolata).
- La biografia del regista.

Extra poveri ma interessanti, con la lunga conferenza-intervista a Moore che funge da completamento alle immagini del documentario.

GIUDIZIO FINALE
Film: 9
Ottimo documentario-inchiesta, riesce a colpire i punti deboli del sogno americano mostrandone i limiti e i difetti.
Video: 7
Ottima qualità per un documentario, praticamente privo di difetti.
Audio: 7
Vale il discorso fatto per il video, ottimo, con un Digital che sfrutta molto bene tutti i canali audio.
Extra: 7
Pochi ma buoni, l’intervista è davvero molto interessante.

Assolutamente da non perdere, consigliato a tutti, da vedere.

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