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Matrix: realtà o sogno?

Dopo l'intervento di Fabry T, una nuova voce si aggiunge ai commenti e alle interpretazioni della trilogia di Matrix: ecco a voi Fransy e il suo pensiero.

Matrix è il mio film preferito. Almeno fino a questo momento.
Fino ad oggi infatti, da quando l’ho visto per la prima volta, non c’è stato nessun altro film che mi ha “colpito” come ha fatto Matrix. E’ un film che ho apprezzato perché originale. E non parlo solo degli effetti speciali innovativi, che certo sono stati fantastici! L’ho trovato originale perché mi è sembrata un’idea che non era stata tratta da un fumetto o da un libro già esistente.

Al contrario di tanti film che ci propinano ultimamente. Matrix mi è piaciuto perché parlava di “magia”. Ma non di una magia alla Harry Potter con maghi e streghe. Una “magia” più contemporanea, o meglio, più futuristica. Un po’ come la “magia” degli jedi di Guerre Stellari. Non qualcosa che potrebbe essere accaduto nel passato, ma qualcosa che potrebbe accadere nel futuro. Un potere mentale che, forse, avremo nel futuro. Perché a parte Neo, che era l’eletto, e che per questo aveva poteri superiori alla media, anche tutti gli altri “risvegliati” avevano la capacità di “manipolare” la “realtà”. Vabbè poi tanto reale non era, visto che era solo nelle menti degli uomini; fatta su misura per loro da una macchina. Illuminante anche il fatto che la macchina aveva fatto vari tentativi prima di creare il mondo cosiddetto reale. Aveva anche creato paradisi terrestri dove però gli uomini non sopravvivevano. Solamente in un mondo imperfetto l’uomo è riuscito a sopravvivere.

Mai provato la sensazione di non sapere se sei sveglio o se stai ancora sognando?


Questa frase pronunciata da Neo mi ha fatto riflettere più di qualsiasi altra sentita nel film. Forse per qualcosa che stavo leggendo in quel periodo della mia vita, o forse per qualcosa che mi era successo veramente, mi ha dato una visione del mondo e della vita nuova, almeno per me. Mi ha “colpito” come un’illuminazione improvvisa. Mi sono subito chiesta: ma se fosse vero che la realtà è solo un’illusione creata dalle nostri menti? Non ho mai creduto che ci potesse essere dietro tutto una macchina, ma una Mente Superiore forse sì. In fondo è vero che tutto quello che percepiamo (gusti, colori, emozioni) è un’elaborazione del nostro cervello. Ho paragonato la vita reale alla vita “onirica”, ai sogni. Quando sogniamo di notte noi non sempre ci rendiamo conto che stiamo sognando. Il sogno ci sembra reale. E quasi mai riusciamo ad influire in esso. Non riusciamo con la nostra forza di volontà a cambiare il nostro sogno. E’ come se quello che stiamo vivendo fosse la nostra vita reale. Ma poi ci svegliamo, e ci rendiamo conto che è stato tutto un sogno. Soltanto un sogno. Per meglio spiegare questo concetto tra realtà e sogno, reale e irreale, voglio citare una delle mie frasi preferite, l’apologo del filosofo taoista Tchouang-Tseu: Una volta Tchouang-Tseu sognò di essere una farfalla, una gioiosa farfalla. Svolazzava secondo il suo estro senza sapere che era Tseu. Improvvisamente si svegliò di soprassalto e si ritrovò Tseu, ma non sapeva se era Tseu che aveva sognato di essere una farfalla o se era la farfalla ad aver sognato di essere Tseu”.

E comunque Matrix l’ho apprezzato perché mi ha dato modo di riflettere, di pensare, di aprire la mente a nuove prospettive. Questo, però, è quello che mi ha dato solo il primo episodio di Matrix. Per quanto riguarda Matrix II e III invece ho avuto pensieri diversi.

Al contrario di tanti altri ho apprezzato Matrix nella sua interezza. A parte il Matrix Reloaded che mi è sembrato solo un intermezzo per esporre meglio il finale introducendo nuovi fatti e personaggi. (E dove c’era una Monica Bellucci veramente penosa, che poi purtroppo è apparsa anche nel terzo) Anche l’ultimo film, Matrix Revolutions, mi è piaciuto molto.

Mentre dopo il primo le mie domande erano soprattutto personali ed esistenziali, il terzo mi ha portato a chiedermi il significato del film. Perché, devo ammettere, all’uscita del cinema, dopo aver visto come finiva, non avevo capito molto. Ero rimasta un po’ delusa e a bocca asciutta perché mi era sembrato senza significato. Ma dopo averci pensato per un po’, (ho passato una notte insonne a struggermi la mente) ho dato una mia interpretazione al film. Non so cosa volessero dire gli autori, ma il bello del film è proprio la miriade di interpretazioni che la gente può dare. Sono giunta alla conclusione che, secondo me, fosse una rappresentazione della lotta tra “bene” e “male” all’interno di una persona. Anche se non si può proprio parlare di “bene e male” ma piuttosto di “razionale e irrazionale”, “sentimento e ragione”, “mente materiale e cuore/spirito”.

A conferma di questa mia teoria trovavo geniale anche la scelta dei nomi dei due personaggi, che si sono rivelati, solamente alla fine, i veri protagonisti. I veri fautori della guerra tra uomo e macchina. L’Oracolo e l’Architetto. L’Oracolo rappresentava appunto l’irrazionale, il sentimento, lo spirito, il “bene”. Mentre l’Architetto rappresentava il razionale, la ragione, la mente materiale, il “male”. Anche i nomi stessi riprendono questi caratteri. L’Oracolo è qualcosa di spiritistico, irrazionale, legato al sesto senso. Mentre l’Architetto è un tecnico che deve seguire la logica, la razionalità, la matematica. Dato che mi è rimasta impressa la bambina che alla fine si salva e che va via con l’Oracolo, ho pensato che la persona che stava affrontando dentro di sé questa ipotetica lotta tra bene e male fosse una donna. Una donna che doveva decidere se avere o meno un figlio (la bambina che si salva appunto). Una decisione che in certe circostanze può anche essere difficile e che può portare appunto a una lotta interiore tra razionale e irrazionale, ragione e sentimento. Quello che devo fare piuttosto che quello che vorrei fare! Lotte interiori che abbiamo un po’ tutti nell’arco delle nostre esistenze. E che ci portano a soffrire perché non sempre possiamo seguire il nostro cuore, ma siamo costretti a seguire la nostra mente. Non sempre però dobbiamo seguire la nostra mente altrimenti il nostro spirito finisce col soffocare… perdiamo di vista ciò che siamo veramente, ciò che vogliamo veramente… e diventiamo come quelle “pile/persone” che alimentano una macchina spaventosa senza nemmeno rendersene conto.

Ho parlato sempre al passato, perché non so se certe cose le penso ancora. Purtroppo la “realtà” quotidiana mi sta facendo “assopire”. Sto perdendo di vista le cose “veramente” importanti… dando invece importanza alle cose più irrilevanti. Sto diventando una “pila” fra tante, purtroppo! Ma di una cosa sono sicura, se un giorno incontrassi Morpheus e costui mi chiedesse: “pillola blu o rossa?” Sceglierei senza esitare la ROSSA. Perché infondo… so già dove porta quella strada…. perché la domanda è ancora il mio chiodo fisso…. perché accetto quello che vedo, solo perché aspetto il momento di risvegliarmi… perché dentro di me, intuisco qualcosa che non riesco a spiegarmi… e perché preferisco una cruda verità a un mondo illusorio…

Commenti dei lettori

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  • alexandru

    09 Jul 2009 - 00:17 - #1
    0 punti
    Up Down

    io si poso modificare il mio sognio come voglio e so in quel momento che e un sognio

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