The Blues Brothers, USA 1980
Regia: John Landis
Sceneggiatura: Dan Aykroyd e John Landis
Fotografia: Stephen M.Katz
Montaggio: George Folsey Jr.
Cast
John Belushi
Dan Aykroyd
Cab Calloway
The Blues Brothers Band
Il film
Appena uscito di prigione Jake Blues (Belushi) ritrova suo fratello Elwood (Aykroyd) e decide di rimettere insieme la loro vecchia banda, i Blues Brothers, per cercare di racimolare il denaro necessario a salvare l’orfanotrofio dove sono cresciuti.
Un cult movie non è solo un bel film o un film di grande successo commerciale, un cult è qualcosa di più, è un film che si stampa nell’immaginario collettivo degli spettatori grazie alla storia, alle situazioni e al look che presenta. In parole povere, un cult è un film che entra nella storia del cinema divenendone parte, diventando un mito. E questa e forse la parola migliore per definire il film di cui parliamo oggi, un film unico, un film mitico, in poche parole “The Blues Brothers”.
Tutto cominciò agli inizi degli anni ‘70, quando John Belushi e Dan Aykroyd, spinti dalla loro passione per la musica, decidono di formare una band che prende il nome di “The Blues Brothers Band”. In seguito i due si ritrovano insieme nel cast di una trasmissione di comici americana chiamata “Saturday Night Live”, dove una serie di attori comici agli esordi si esibivano in gags e sketch dei più svariati tipi. Qui, nel 1975, Aykroyd e Belushi decidono di esibirsi nel corso degli show del SNL con la The Blues Brothers Band, che in breve tempo diventa un elemento fondamentale del SNL. Dalla televisione al cinema il passo è brevissimo, così, nel 1980, esordisce sul grande schermo “The Blues Brothers”, e il mito ha inizio.
Sul film, portato sul grande schermo da John Landis e scritto da quest’ultimo insieme a Aykroyd, c’è poco da dire: un capolavoro, punto e basta. Divertente, ribelle, irresistibile, ribelle, sono molti gli aggettivi per descrivere le avventure di Jack ed Elwood, i due fratelli in missione per conto di Dio, i due “Blues brothers”. Il film diventa in brevissimo tempo un fenomeno di costume, una pietra miliare del cinema demenziale e musicale. Già, perchè la forza della pellicola, risiede proprio nella sua unicità di genere, nel suo essere fuori da qualsiasi canone o schema. “The Blues Brothers” è allo stesso tempo un film comico, un film musicale, un film on the road, un film d’azione, in pratica, sfugge a qualsiasi tentativo di etichettarlo, proponendosi oltre tutti questi generi, con una personalità unica.
Musicalmente, “The Blues Brothers”, è eccezionale. Basta dare un’occhiata agli ospiti presenti nel cast per rendersi conto che siamo di fronte ad un film unico. James Brown, Ray Charles, Cab Callaway, Aretha Franklin, John Lee Hooker, sono alcuni degli importanti ospiti presenti nel film, i quali riescono, con la loro musica, a dare vita a sequenze memorabili. Come non citare il “reverendo” Brown alle prese con un sermone davvero particolare e irresistibile (tanto da far vedere la luce a Belushi e Aykroyd), il compianto Ray Charles nel ruolo di un venditore di strumenti, o ancora la grandissima Aretha Franklin che si esibisce in una indimenticabile versione di “Respect” in grembiule e ciabatte. E poi ci sono loro, la Blues Brothers Band, che nel film da vita ad alcune esibizioni memorabili (divertentissima quella nel locale country, in cui la band si esibisce protetta da una rete). Insomma, il livello musicale del film è altissimo, un vero e proprio inno, un tributo alla cultura musicale nera, dal Soul al Rhythm & Blues.
Ma la pellicola non si limita solo ad essere un grande musical. Gli sketch comici sono irresistibili, su tutte va citata la sequenza nel ristorante di lusso, assolutamente geniale, con Jake ed Elwood che creano scompiglio tra i ricchi commensali. La verve comica del duo Aykroyd-Belushi è dotata di un alchimia unica, resa irresistibile dall’energia, l’irriverenza, la presenza del compianto John Belushi (che morirà due anni dopo questo film, a soli 33 anni). A loro e ai molti ospiti musicali sopra menzionati, vanno aggiunti una seri di camei che arricchiscono il film, tra cui Frank Oz, Carrie Fisher, John Candy, Steven Spielberg e molti altri.
La versione del film proposta in questo DVD della Universal offre per la prima volta in Italia la possibilità di godersi il film integralmente, con l’aggiunta di molte scene inedite nel nostro paese (divertentissima la discussione/rissa tra John Lee Hooker e la sua band).
Che altro aggiungere?
Un capolavoro, divertente, colmo di azione (l’inseguimento finale in macchina è forse uno dei più belli e divertenti della storia del cinema) e dotato di una delle più belle colonne sonore che mi sia capitato di sentire, un vero e proprio cult, che ha influenzato e si è imposto nell’immaginario collettivo da tutti i punti di vista, a partire dal look (giacca, cappello e pantaloni neri, uniti ai mitici Ray Ban, sono diventati un vero e proprio simbolo di quegli anni), fino ad arrivare alla comicità unica del film.
Lasciatevi dunque prendere dalla magia del blues e dalla comicità del duo Belushi-Aykroyd, non ne resterete delusi.
Il DVD
La versione DVD di “The Blues Brothers” si ha attesta su buoni livelli pur presentando luci ed ombre, sia a livello tecnico, sia per quanto concerne il materiale extra. Buono il comparto video, senza sbavature e difetti, riesce a non far sentire i 25 anni della pellicola. L’audio è la nota negativa del film, in quanto solo la traccia in lingua originale inglese è presentata in Dolby Digital 5.1, mentre noi italiani dobbiamo accontentarci di un Dolby Surround 2.1, sufficiente ma assolutamente non all’altezza del digital in lingua inglese. A ciò va aggiunto il fatto che non sono presenti i sottotitoli in italiano, se non nelle sequenze inedite.
Ottimo il materiale aggiuntivo, che include:
- The Story Behind: the Making of The Blues Brothers, un documentario di un’ora circa sulla lavorazione del film.
- Scheda con le note di produzione sul film.
- Schede degli attori e del cast tecnico.
- Trailer cinematografico.
Davvero ottimo il documentario, una vera e propria perla, che mostra il dietro le quinte durante la lavorazione del film e alcune interviste molto interessanti. Divertentissimi gli aneddoti raccontati da Landis e da Aykroyd, che ricordano John Belushi ed alcuni episodi avvenuti durante le riprese. L’unica grande pecca del documentario è l’assenza dei sottotitoli in italiano. Ci si deve dunque arrangiare con gli unici sottotitoli presenti, in inglese e in francese.
GIUDIZIO FINALE
Film: 10
Geniale, divertente, con una colonna sonora che vi rimarrà per sempre dentro grazie alla sua carica e al suo groove. un film mitico, una pietra miliare del cinema moderno.
Video: 7
Molto buono, privo di difetti e discretamente pulito e limpido nonostante l’età della pellicola.
Audio: 7
Ottimo l’audio in inglese, sufficiente quello in italiano, presentato solo in un Surround 2.1.
Extra: 7
Pochi ma buoni. Bellissimo il documentario, una perla che farà la gioia di tutti i fans della pellicola.
Le parole cult e capolavoro probabilmente non bastano per descrivere questa pellicola. Un film unico, assolutamente da vedere.

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