Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.
Per poter capire e apprezzare meglio Il Signore degli Anelli, capolavoro letterario e cinematografico, non si può evitare di “sbirciare” un po’ nella vita del suo autore: J.R.R. Tolkien.
John Ronald Reul Tolkien nasce il 3 gennaio 1892 in Sudafrica da genitori inglesi. La porta incantata della sua fantasia si aprì quando, nel 1896, arrivò in Inghilterra, dove, con la scoperta della campagna inglese, nasce anche l’amore per la natura. Amore che si ritrova chiaramente ne Il Signore degli Anelli e soprattutto traspare dai suoi personaggi tanto amati: gli Hobbit. Gli Hobbit, infatti, veri protagonisti della storia, sono persone, più precisamente mezz’uomini, amanti della pace e della natura. Vivono grazie alle loro stesse colture e non hanno fabbriche o industrie. Fu con l’inizio della scuola, quando è costretto a lasciare la campagna per la città, che nasce invece il suo disprezzo per le industrie e per la civiltà che distrugge sempre di più la sua amata natura. Disprezzo che nel libro è rappresentato dalla creazione di orchi e armi a livello industriale e dalla distruzione di tutti gli alberi da parte del malvagio Saruman.
Tolkien perse precocemente prima il padre e poi la madre, venne quindi affidato, insieme a suo fratello, a un prete cattolico. La religione sarà uno degli elementi essenziali nella vita dell’autore, insieme alla solitudine e alla profonda amicizia. Questi ultimi sono, ancora una volta, riportati chiaramente nel suo capolavoro letterario: la solitudine con la lotta interiore tra bene e male che deve affrontare Frodo; l’amicizia profonda dal legame speciale che si instaura tra i membri della compagnia.
Ma come nasce Il Signore degli Anelli?
In principio fu Lo Hobbit pubblicato nel 1937. Lo Hobbit era una storia che all’inizio Tolkien raccontava ai suoi figli; anni dopo, in una sera d’estate, correggendo dei compiti, aveva scribacchiato su un foglio bianco «In un buco nella terra viveva uno Hobbit». Un’allieva lo convinse a pubblicarlo e dopo la pubblicazione, viste le buone recensioni e il successo ricevuto, l’editore chiese a Tolkien un seguito. Fu solo nel 1952 che Tolkien accontentò il suo editore portandogli il manoscritto de Il Signore degli Anelli. Nel 1954 furono pubblicati i primi due libri e l’anno successivo il terzo e ultimo capitolo della saga. Il successo vero e proprio arrivò soprattutto nel 1965 quando fu pubblicato negli Stati Uniti in edizione economica. Il libro venne tradotto in tredici lingue e venduto in oltre quindici milioni di copie divenendo anche un fenomeno culturale. Infatti coloro che protestavano contro la guerra del Vietnam e contro la società della falsa libertà e dello sfruttamento, e gli hippies che cercavano un modo di vita alternativo, a contatto con la natura e ispirata a valori essenziali, trovarono in Tolkien un nuovo “profeta”.
Ma Tolkien non si montò mai la testa per il grande successo ricevuto e la sua vita proseguì calma e serena fino alla sua morte avvenuta nel 1973.
Peter Jackson, (”Creature del cielo”, “Sospesi nel tempo”) regista neozelandese, è riuscito a trasformare un capolavoro letterario in un capolavoro cinematografico. Per la gioia dei fan del libro è rimasto fedele alla storia originale di Tolkien facendo tagli e piccoli cambiamenti giusti e dovuti anche alla notevole durata del romanzo. Ha magistralmente portato su schermo gli incantevoli paesaggi che l’autore aveva tanto minuziosamente descritto e, che fino ad ora, avevamo solo potuto immaginare con la nostra fantasia. Ma soprattutto, Jackson, è riuscito a ritrasmettere, grazie anche alla musica di Howard Shore, tutte quelle emozioni che aveva trasmesso il libro.
Anche la cura dei particolari cara a Tolkien è stata attentamente seguita da Jackson: come per esempio il fatto che gli attori “elfici” imparassero l’idioma elfico, inventato dall’autore, affinché recitassero in quella lingua. L’uso degli effetti speciali, misurato e ben calibrato, è riuscito a rendere tutto molto realistico.
Ottima la scelta degli attori con volti (certe volte) non tanto famosi al grande pubblico: Ian Holm/Bilbo, Elijah Wood/Frodo, Ian McKellen/Gandalf, Christopher Lee/Saruman, Viggo Mortensen/Aragorn, Sean Bean/Boromir, Liv Tyler/Arwen, Cate Blanchett/Galadriel, Billy Boyd/Pipino, Dominic Monaghan/Merry, Sean Astin/Sam, Orlando Bloom/Logolas, John Rhys-Dvies/Gimli, Hugo Weaving/Elrond.
Il Signore degli Anelli è così diventato subito anche un fenomeno commerciale. Sono infatti stati creati giochi, videogiochi e gadgets vari tra i quali non manca certo l’Unico Anello, (talvolta accompagnato anche dalla stessa catena che aveva Frodo) o anche il bellissimo Anello di Dama Galadriel. [che sono stata spesso tentata di comprare].
Fransy

Lost Highway








