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Pasolini – Un delitto italiano

La morte di un grande artista e poeta italiana rivista dallo sguardo di Marco Tullio Giordana: Pasolini - Un delitto italiano. A cura di Emily.

Pasolini – un delitto italiano, Italia 1995
Regia: Marco Tullio GiordanaSceneggiatura: Marco Tullio Giordana; Stefano Rulli; Sandro Petraglia
Fotografia: Franco Lecca
Cast:
Carlo De Filippi; Nicoletta Braschi; Tony Bertorelli; Andrea Occhipinti; Giulio Scarpati; Claudio Amendola

MORTE DI UN POETA

Ostia, Roma. E’ la notte tra il primo e il 2 novembre 1975 quando una pattuglia dei carabinieri in servizio di controllo incrocia sul lungomare Duilio un’auto che corre ad alta velocità, alla guida della vettura vi è il giovane diciassettenne Giuseppe Pelosi. Al termine di un breve inseguimento l’auto fermata, che il ragazzo dichiara aver rubato, viene ispezionata: il libretto reca come intestatario il nome di Pier Paolo Pasolini. Pelosi, ammanettato e condotto alla stazione dei carabinieri, viene interrogato e successivamente rinchiuso nel carcere minorile di Casal di Marmo con l’accusa di furto. L’indomani, la mattina del 2 novembre, una famiglia romana recatasi ad Ostia Lido per trascorrere la festività, scorge il cadavere di un uomo, un cadavere dal volto sfigurato ed irriconoscibile. Quel corpo appartiene ad uno degli intellettuali più illustri del nostro tempo, allo scrittore, regista e poeta Pier Paolo Pasolini.

Giuseppe Pelosi viene così sottoposto ad un nuovo interrogatorio, durante il quale si confessa autore dell’omicidio. Nella ricostruzione il giovane dichiara di essere stato abbordato dallo scrittore e di essersi poi appartato con questi in auto, nel campetto di periferia dove verrà poi rinvenuto il cadavere. Dopo un rapporto orale il ragazzo, sceso nel frattempo dalla vettura, racconta di essere stato raggiunto da Pasolini e, reagendo al tentativo di una aggressione a scopo sessuale, di averlo colpito ripetutamente con calci all’inguine e poi alla testa con delle tavole. Ma Pasolini, accasciato a terra e nonostante le ferite è ancora vivo, morirà schiacciato dall’auto con la quale Pino Pelosi si darà alla fuga.

La ricostruzione del giovane risulta oggettivamente poco credibile, soprattutto in considerazione del fatto che difficilmente un ragazzo di diciassette anni possa essere in grado aver da solo di ridurre in tali condizioni un uomo comunque forte ed atletico quale era Pasolini; inoltre le indagini sono per molti versi approssimative e superficiali tanto che numerosi indizi non trovano la giusta considerazione da parte degli investigatori.

I molti dubbi scatenano così un acceso dibattito sui giornali che si protrae per lungo tempo; le ragioni dell’omicidio vengono collocate anche in ambito politico e culturale. Pasolini fu infatti un’intellettuale scomodo per molti, perennemente perseguitato. Un’intellettuale che con coraggio denunciò gli abusi del potere politico in Italia e che poco prima di morire scrisse:

“Andreotti, Fanfani, Rumor, e almeno una dozzina di altri potenti democristiani, dovrebbero essere trascinati sul banco degli imputati. E quivi accusati di una quantità sterminata di reati: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i banchieri, collaborazione con la CIA, uso illegale di enti come il SID, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di punirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani, responsabilità dell’esplosione “selvaggia” della cultura di massa e dei mass-media, responsabilità della stupidità delittuosa della televisione.

Senza un simile processo penale, è inutile sperare che ci sia qualcosa da fare per il nostro Paese.

E’ chiaro infatti che la rispettabilità di alcuni democristiani (Moro, Zaccagnini) o la moralità dei comunisti non servano a nulla.”

IL FILM
“Pasolini un delitto italiano” è il film di Marco Tullio Giordana che racconta le diverse fasi del processo per l’assassinio di Pier Paolo Pasolini, evidenziando l’inattendibilità della sentenza del Tribunale minorile di Roma che condannò Pino Pelosi come unico assassino riconosciuto. Il film concentra la propria attenzione sulla probabile responsabilità nell’omicidio dell’ambiente politico al potere, quell’ambiente corrotto spesso accusato dall’intellettuale attraverso gli articoli pubblicati dal Corriere della sera.

Il film risulta efficace e attento nella ricostruzione, inoltre interessanti immagini di repertorio vengono sapientemente combinate ed inserite nella pellicola rendendo il racconto maggiormente descrittivo.

Centrato l’obbiettivo di una narrazione dettagliata di ciò che avvenne in seguito all’omicidio, permane tuttavia costante l’assenza di un doveroso riferimento all’importante ricchezza dell’opera artistica e culturale di Pasolini, il regista capace di raccontare la durezza della vita, le fragilità e la solitudine degli esseri umani,il poeta, lo scrittore che attraverso i suoi romanzi mostrava i mutamenti di una società ormai prigioniera del capitalismo, l’intellettuale che con forza e determinazione condannava l’arroganza e le illegalità della classe politica.

Il DVD

Extra:

¨Schede tecniche attori;

¨Intervista esclusiva a Vittorio Cecchi Gori;

¨Biografia del regista e degli attori principali

Audio: Italiano – Dolby Digital 5.1

Italiano – Dolby Digital 2.0

Lingue: Italiano

Sottotitoli: Italiano per non udenti

A cura di Emily

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