Steven Spielberg è indubbiamente il più popolare e importante regista e produttore contemporaneo. Eterno Peter Pan, creatore di vere e proprie fiabe moderne, autore di alcuni dei più grandi incassi della storia del cinema ma, anche un grande maestro del racconto, in grado di influenzare pesantemente l’immaginario collettivo degli ultimi trent’anni. Spielberg è il regista che più di ogni altro ha saputo creare una perfetta macchina di spettacolo, innovando, grazie alla ricerca e alla tecnologia, un linguaggio cinematografico che Spielberg ha saputo riscrivere attraverso i suoi film.
Molti detrattori, i cinefili più bigotti e puri, hanno sempre criticato il regista etichettandolo non come autore, bensì come artigiano, un artigiano che produce, quasi come in una catena di montaggio industriale, film facili, furbi e privi di spessore. Mai critiche e affermazioni sono state più errate a mio parere. Spielberg è un grande narratore di storie, il suo cinema rappresenta la fantasia, l’innocenza tipica di un bambino. Se il mezzo cinematografico può essere considerato come una grande macchina capace dare vita a veri e propri sogni, non si può non riconoscere l’importanza di Spielberg, autore che è stato in grado di anticipare i gusti del grande pubblico, di fondere e intrecciare tensione drammatica, humour e sentimento, di rivoluzionare nel profondo la macchina Hollywoodiana, di cui è diventato uno degli esponenti più potenti e importanti in assoluto.
In questo speciale faremo un viaggio attraverso 30 anni di cinema, un cinema fatto di avventura e fantasia, di drammatica e cruda realtà.

Lost Highway








