Arrivare a celebrare i vent’anni di carriera in un mercato perennemente in sussulto come quello musicale è sempre una bella conquista, poco ma sicuro, ma alla fine ne abbiamo viste di bands giungere a tale traguardo.
Quando però si parla dei vent’anni di un gruppo come i Rage, beh, la faccenda assume connotazioni diverse, con contorni più da favola se vogliamo. Chi avrebbe scommesso nulla, due decenni fa, su quel ragazzino tedesco che si faceva chiamare Peavy, che con i suoi Avenger suonava Speed Metal estremamente grezzo e acerbo, giocando con i compagni a chi scriveva i testi più satanici? Nessuno credo.
E invece Peavy ce l’ha fatta. Trasformati gli Avenger in Rage, è partita la vera avventura musicale che l’ha portato ad essere un punto di riferimento per i Metal kids di tutto il mondo. E’ partita un’evoluzione artistica inarrestabile, una carriera costellata da dischi stupefacenti: dal folle “Perfect Man” al capolavoro Power “The Missing Link”, dal terremoto commerciale chiamato “Black in Mind” alla collaborazione (ai tempi assolutamente innovativa) con un’orchestra nel progetto “Lingua Mortis”, fino ai capitoli più recenti, forse i migliori della storia.
E vent’anni significano ancora di più quando puoi fregiarti della capacità di diventare sempre più forte col passare del tempo quando tanti colleghi seguono parabole sempre discendenti. E così perso il guitar hero Manni Schmidt sono arrivati i fantastici fratelli Efthimiadis; una volta abbandonato anche da loro, nel momento più duro, il destino - evidentemente già scritto sin dall’inizio - ha teso la mano a Peavy e ha fatto il suo corso, ed ecco arrivare l’attuale formazione dei Rage, quella assolutamente definitiva. Ad affiancare Peavy Wagner abbiamo ora il massacratore di pelli statunitense Mike Terrana e un autentico Dio in terra della chitarra, il bielorusso Victor Smolski.
La formazione perfetta dei Rage: R come Russia, A come America, GE come Germania…se non si può parlare di destino qui…
E arriviamo quindi a spegnere le venti candeline con un DVD celebrativo assolutamente maestoso.
L’edizione qui recensita è il lussuoso box cartonato contentente ben quattro dischi: due cd e un DVD con il concerto, più un ulteriore DVD contenente ogni sorta di prelibatezza per i fans del trio multietnico. E la confezione dà senza dubbio la giusta prospettiva sulla portata del prodotto: massiccia, ricca di illustrazioni, con un ottimo booklet illustrato. Senza dubbio una presentazione da dieci e lode, contando anche i fantastici menù che ci vengono presentati una volta inserito il disco. In una terra desolata campeggia la statua di metallo della mascotte della band, il Soundchaser, il tutto realizzato con ottime animazioni.
Il piatto forte però è, ovviamente, il concerto vero e proprio. Registrato in territorio amico (lo Zeche di Bochum), lo show si tiene su un palco relativamente piccolo nel club gremito di gente. Il tutto dà una bella atmosfera intima, tenendo sempre il pubblico al centro dell’attenzione assieme alla band.
Il concerto si apre con il trittico che inaugurava anche l’ultimo studio album del gruppo, l’esaltante “Soundchaser”. L’intro “Orgy of Destruction” dà così spazio alla devastante “War of Worlds” e alla seguente “Great Old Ones”, e l’impatto è a dir poco stordente. La dirompente energia live del trio viene perfettamente catturata da un 5.1 di quelli che fanno tremare le fondamenta dei palazzi, assistita adeguatamente dalla furia distruttrice del maestro Terrana alla batteria.
La set list spazia così tra tutte le ere della band, curandosi di non lasciare indietro alcun classico. E così hits moderne come “Down”, “Black In Mind” e l’esaltante inno “Higher Than The Sky” si alternano con pezzi storici del calibro di “Firestorm”, della bordata Speed di “Refuge” e dell’immancabile canzone-bandiera “Don’t Fear the Winter”. Gli stili variano, ma sempre di tonante Heavy Metal si tratta. La nuova formazione riesce a dare lustro a tutti i pezzi, oserei anzi dire che le vecchie canzoni suonano addirittura meglio una volta passate tra le mani fatate del virtuoso Smolski e del tentacolare Terrana, qui protagonista anche di uno straordinario drum solo che non potrà non farvi gridare al controllo antidoping per il batterista con la cresta!
Peavy non è di certo da meno mentre si prende cura delle possenti linee di basso che fanno da giusto contraltare alle scorribande del drummer americano, e anche la prestazione vocale è assolutamente ottima. Le note alte di un tempo sono un bel ricordo, e anche se quelle non tornano più abbiamo comunque davanti un cantante maturo e sempre in grado di ruggire o sussurrare senza alcun problema.
Terminato il primo disco, non resta che inserire nel lettore il secondo DVD, contenente un grandioso documentario sulla carriera della band e ottime riprese in studio di canzoni come “Dies Irae” e della mastodontica suite “Falling From Grace”. E che dire della collezione completa dei video promozionali realizzati dal gruppo nella sua storia? Imperdibile per ogni Rage-fan che si rispetti. A coronare il tutto, altre quattro canzoni riprese live in vari periodi che spaziano dal 1987 al 2001.
Di carne al fuoco ce n’è quindi tanta, tantissima, e il tutto gode di una realizzazione tecnica assolutamente all’altezza. Le riprese del concerto sono nitide e realistiche, e vengono graziate da un’ottima regia, giustamente misurata nei cambi d’inquadratura - senza quindi cascare nell’effetto videoclip che tanti DVD hanno, con trenta cambi di camera al secondo.
L’audio, come già detto, è di eccellente qualità: possente, dritto “in your face” ma chiarissimo, mixato in maniera da bilanciare perfettamente il rapporto band/pubblico e per sfruttare al top gli impianti 5.1 casalinghi.
Un prodotto quindi di classe assoluta, di eccellenza allo stato puro sotto tutti gli aspetti. La SPV da questo punto di vista ha dimostrato di essere l’etichetta leader del settore con gli altrettanto miracolosi DVD di Sodom e Kreator. I fans sanno già di non poter prendere pacchi da un’istituzione come i Rage, i neofiti hanno invece la possibilità di cominciare il loro viaggio nella sconfinata discografia della band con un prodotto che vale ben più di un canonico “Best Of”.
Lunga vita, Peavy, e buona fortuna per i prossimi vent’anni del viaggio!
Elia Devecchi

Lost Highway








