Vivisezione. Un male necessario?

Ogni anno, in occasione della maratona mediatica per la raccolta di fondi a favore di Telethon, centinaia di animalisti richiamano la nostra attenzione sulla vivisezione, pratica per molti versi discutibile. Ma l’alternativa alla vivisezione è possibile?

Più di un milione di animali continuano a morire ogni anno nei laboratori in Italia. La maggior parte di loro viene allevata appositamente per la sperimentazione e conosce una vita fatta solo di prigionia e sofferenza. Altri, per esempio alcune specie di scimmie, sono catturati in natura e importati. Molti di questi muoiono durante il trasporto.

I test condotti su animali comportano sempre e comunque sofferenza.

Sono davvero imprescindibili? A detta di numerose organizzazioni animaliste, no davvero.

Del resto, la storia della vivisezione non lascia dubbi: si tratta di una pratica antiscientifica e controproducente, tanto per gli animali quanto per gli esseri umani. Questo è l’assunto che emerge da un articolo sul sito dell’associazione No Vivisezione, a firma di Massimo Siri e Marina Berati, che ripropongono brani del libro “Sacred Cows and Golden Geese” di Ray Greek e Jean Swingle Greek (Ed. Continuum, Londra-New York, 2000).

Spesso la sperimentazione è giustificata dal fatto che esistono delle somiglianze tali nel metabolismo o nel Dna di uomini e animali da permettere l’utilizzo di questi animali per provare le sostanze chimiche che verranno a contatto con l’uomo. Almeno, questo è quello che affermano, per esempio, i tossicologi a proposito della sperimentazione sui roditori.

Eppure, i produttori di rodenticidi assicurano che i roditori sono così diversi dall’uomo da offrire la possibilità di preparare veleni altamente specifici, efficaci solo per quegli animali.

Questa è solo una piccola constatazione, che la dice lunga, però, sulla contraddizione di questa pratica, che se non è pericolosa anche per gli uomini, quanto meno può risultare inutile. “Il bravo consumatore quando fa la spesa, controlla attentamente le etichette sulle quali sono indicati i componenti e le caratteristiche del prodotto che sta per acquistare. Il bravo medico dovrebbe fare altrettanto con i farmaci che prescrive”. A questa conclusione giunge la testimonianza di Stefano Cagno, medico alle prese con il “bugiardino” (è il caso di dirlo!) di un farmaco sperimentato sugli animali, una delle tante testimonianze sul sito di No Vivisezione.

Per leggere gli articoli citati e saperne di più sulla vivisezione e sulle proposte alternative, vi consiglio un’incursione nelle pagine web di seguito segnalate.

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