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Giugliano in rivolta contro la riapertura della discarica di Sette - Cainati, per lo smaltimento di centocinquantamila tonnellate di rifiuti, riporta alla ribalta della cronaca il problema dello smaltimento dei rifiuti in Italia e delle normative che lo regolamentano. Che spesso finiscono con il fare il gioco dell’ecomafia. Un mini focus sull’ecomafia.

Le associazioni a delinquere, infatti, da anni hanno creato intorno
al settore un vero e proprio affare di enorme portata economica
, che si
manifesta soprattutto attraverso il controllo della attività edilizia: le cave,
una volta esaurite e abbandonate, vengono riutilizzate come delle vere e proprie
discariche non autorizzate. L’altra via è, invece, quella di ottenere
l’autorizzazione alla costruzione di vasche per l’itticoltura e la
lombricoltura, da utilizzare invece come discariche per liquami fognari e fanghi
industriali.

Il fenomeno ha il suo epicentro a Sud, dove si commettono
ben 31000 reati contro l’ambiente, sui 78000 denunciati, per esempio, tra il
1994 e il1996. Le regioni più interessate sono la Puglia, la Basilicata, la
Sicilia e la Calabria, con picchi esorbitanti in Campania, in provincia di
Caserta, soprattutto. Ma le regioni settentrionali non sono
immuni
al fenomeno: in Lombardia, Mani Pulite aveva alzato il velo su
episodi, non isolati, di corruzione per il riciclaggio di rifiuti, anche se, va
detto, nella maggioranza dei casi sono state implicate società impegnate nello
smaltimento dei rifiuti a Sud. Uno dei casi più eclatanti riguarda, però, la
Liguria, dove, nei dintorni di Alassio, è stata scoperta una cava che ospitava
centinai di fusti contenenti rifiuti tossici nocivi.

A parte l’enorme fatturato di società che operano illegalmente, la gravità
della situazione è data dalla mancata osservazione delle misure di
sicurezza ambientale e sanitaria
: le cave abusive non ospitano rifiuti
urbani, ma scarti di lavorazione industriale (fanghi di depurazione, liquidi, ma
anche medicinali), spessissimo tossici nocivi, prodotti altrove, in Italia
settentrionale o all’estero.

Nelle discariche abusive sequestrate, inoltre, i rifiuti sono accatastati
alla rinfusa, senza alcuna precauzione, ricoperti dal terriccio o plastica, se
non direttamente sversati nel terreno. In casi limite, che pure non sono rari,
le discariche “insabbiate” vengono rivendute e adibite alla coltura di frutta e
ortaggi.

Un disastro ecologico, oltre che un pericolo immediato per la nostra salute,
di cui sono colpevoli sia la mafia che l’industria, attratta dai metodi di
smaltimento “facili” veloci ed economici proposti dalle associazioni a
delinquere.

Ma, la violazione sistematica alla normativa sui rifiuti è solo un aspetto
dell’ecomafia, della penetrazione della malavita organizzata in settori a forte
impatto ambientale, che genera profitti esorbitanti, effetto di a una spirale
viziosa di inadempienze, truffe, evasione fiscale.

E allora, val la pena, approfondire l’argomento, e interrogarsi sul
funzionamento delle discariche, sulle leggi in materia, sui danni prodotti
all’ambiente e sulle nuove frontiere di business della mafia.

Di seguito una serie di link da spulciare.

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