Giappone.Falsificati dati sicurezza delle centrali nucleari

Un articolo di repertorio sullo scandalo del 2002 che coinvolse la TEPCO (Tokyo Electric Power Company). L'agenzia ammesse di non aver condotto i necessari controlli sulla sicurezza degli impianti negli anni '80-'90 e che i risultati dei test realizzati erano stati deliberatamente falsificati.

fonte: greenpeace

Roma, 30 agosto 2002 - Mentre a Johannesburg, Greenpeace manifestava contro l’unica centrale nucleare del continente, in Giappone (terzo paese al mondo per centrali nucleari) scoppiava lo scandalo sicurezza.

La notte scorsa la maggiore impresa del nucleare del paese, la TEPCO (Tokyo Electric Power Company) ha ammesso di non aver condotto i necessari controlli sulla sicurezza degli impianti negli anni ‘80-’90 e che i risultati dei test realizzati sono stati deliberatamente falsificati. “Il programma nucleare del paese, cosi’ come i progetti futuri che coinvolgono la britannica British Nuclear Fuels e la francese Cogema sono ora in serio dubbio- afferma Domitilla Senni, direttore generale di Greenpeace il Giappone ha il piano piu’ massiccio al mondo di costruzione di nuovi reattori, per i quali intende usare migliaia di chili di plutonio” Una conseguenza immediata della notizia e’ stato il rinvio della TEPCO a data da destinarsi dell’utilizzo del controverso combustibile MOX (ossidi di plutonio) in uno dei suoi reattori, che doveva avvenire nelle prossime settimane. Lo ha annunciato il presidente dell’azienda, Nobuya Minami ad una conferenza stampa d’emergenza tenuta a Tokyo la notte scorsa.

La TEPCO ha ammesso le carenze e le bugie sui controlli, solo dopo che un ex lavoratore che ha compiuto le ispezioni ha informato a luglio 2000 il ministero dell’Industria, che da allora afferma di aver condotto delle indagini. Ad ogni modo, questa e’ la conferma che il governo giapponese per almeno 2 anni non ha diffuso importanti informazioni sulla sicurezza nucleare, continuando ad asserire la sicurezza dei reattori. Uno dei problemi maggiori emersi e’ la corrosione del nocciolo di un reattore ed anche la centrale dove la TEPCO voleva caricare il MOX presentava una forte corrosione di un importante elemento. “Questo e’ solo l’inizio dello scandalo- afferma Senni e’ la conferma che l’industria nucleare e’ fondamentalmente disonesta e ignora elementari misure di sicurezza mettendo a repentaglio la vita di milioni di persone” Il rinvio del programma plutonio della TEPCO mettera’ ulteriormente in difficolta’ British Nuclear Fuels e Cogema, che stanno disperatamente cercando di assicurarsi contratti con il Giappone.

In questi giorni la BNFL sta riportando indietro, alla centrale di Sellafield, un carico di MOX rifiutato dal Giappone dopo che l’impresa inglese aveva mentito su importanti dati relativi alla sicurezza. Il trasporto del plutonio ha visto l’opposizione finora di 80 Stati, con le isole del Pacifico in prima fila. Durante tutto il tragitto le navi del plutonio hanno trovato oltre a Greenpeace, con la “Rainbow Warrior” prima e l’Esperanza poi, decine e decine di private imbarcazioni ad ostacolarle. La BNFL ed il governo giapponese hanno assicurato tutti che il trasporto era sicuro.

Nei prossimi giorni, il pericoloso carico di plutonio e’ atteso nel mare d’Irlanda. La “Rainbow Warrior” dovrebbe incrociare nuovamente le navi e dall’Irlanda arrivano gia’ forti segnali di sostegno alla protesta antinucleare.

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