In Italia elevato il ricorso a mangimi OGM importati

il 10% dell' alimentazione dei suini e il 27% di quella bovini è costituito da mangimi OGM

pascolo bradoPrima voglio dare alcuni dati forniti dalla Confederazione Italiana degli Agricoltori. Gli allevamenti di bestiame italiani comprendono oltre trecentomila stalle e tali allevamenti sono invasi da mangimi biotech provenienti dall’ estero.

La soia OGM usata in tali allevamenti raggiunge oltre quattro milioni di tonnellate che corrispondono ad un quarto del fabbisogno. Il mais, sempre biotech, invece raggiunge i due milioni di tonnellate, corrispondente anch’ esso ad un quarto del totale.

Questi mangimi entrando nell’ alimentazione principalmente di suini e bovini entrano nella catena alimentare umana, ovvero i consumatori italiani si ritrovano sulle tavole proteine di animali cresciuti in parte mangiando mangimi con DNA modificato. Questo mentre in Italia si potrebbero aumentare le aree per coltivi di proteine vegetali tradizionali evitando così di ricorrere a prodotti importati ma dei quali, se usiamo il principio di precauzione, non siamo sicuri della loro pericolosità.

La stessa Organizzazione degli agricoltori citata sostiene l’ urgenza di predisporre un Piano nazionale per la coltivazione di proteine vegetali tradizionali (da usare in tutta tranquillità negli allevamenti italiani). A questo scopo si propone di estendere le coltivazioni ai terreni demaniali spesso incolti e improduttivi. In questo modo si arriverebbe ad ottenere una quantità tale di proteine vegetali inclusi soia e mais NON OGM tali da soddisfare il fabbisogno interno di mangimi per animali.

Questo comporterebbe che i prodotti presenti sulla tavola dei consumatori italiani come latte, formaggi, carne, insaccati, siano più salubri. Inoltre evitando l’ uso di mangimi OGM si salvaguarderebbe la biodiversità dei prodotti tipici italiani e si eviterebbe di dover ricorrere ai mangimi venduti dalle multinazionali, provenienti principalmente da Brasile, Argentina, USA, Canada, ma anche da India e slovenia.

Il Piano potrebbe, a mio avviso, essere fatto proprio dalla Unione Europea, ciò che equivarrebbe a contrastare l’ aumento di produzioni OGM nei paesi come Brasile, Stati Uniti, India ma anche la Cina. Ritengo importantissimo sottolineare che un prodotto ottenuto usando mangimi o sementi OGM perde la sua tipicità e segna anche la perdita di biodiversità, ovvero la enorme diversificazione di prodotti alimentari che c’ è in Italia. Sappiamo infatti che le sementi OGM si riducono a pochissime specie.

In Italia invece c’ è bisogno di continuare a produrre in modo tradizionale aumentando anche il biologico. Solo così potremmo salvare la enorme quantità e qualità dei prodotti tipici italiani. italiani. Naturalmente a tutto vantaggio della salute dei consumatori e della possibilità di continuare a gustare le nostre prelibatezze. Per ulteriori informazioni sugli OGM seleziona qui. Per saperne di più….

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