Nucleare. Il problema delle scorie radioattive

Uno dei temi di più difficile soluzione della questione nucleare

attenti ai raggi gammaSiamo a cinquanta anni circa dall’ inizio dell’ era nucleare e si ripropone periodicamente, ogni volta che si parla di nucleare, di dove mettere le scorie radioattive, residuo della produzione di energia elettrica nelle centrali a fissione nucleare. Nei prossimi giorni parlerò dello stato della ricerca delle centrali a fusione nucleare.

Vorrei pacatamente parlare di questo problema. Ora, tenendo conto che i maggiori produttori di scorie radioattive sono gli stati uniti, basti dire che negli USA solo per trovare un sito, sotto Yucca Mountain nel Nevada meridionale a nord ovest di Las Vegas. Per scoprire questo sito con le caratteristiche di sicurezza per lo stoccaggio di scorie radioattive per almeno centomila anni, questo è, nella migliore delle ipotesi, il tempo di decadimento dei residui radioattivi cosiddetti di terzo grado, ci sono voluti oltre venti anni di studi e migliaia di dollari spesi.

E ancora nulla è stato fatto per iniziare la costruzione del sito. Sempre con la speranza che le proteste agguerrite dei difensori dell’ ambiente non abbianno la meglio sulle scelte del governo. Sicuramente possiamo affermare che ritarderanno la realizzazione del sito di stoccaggio.

In Italia non siamo messi meglio. Quando si scelse, senza coinvolgere gli abitanti, di realizzare un sito di stoccaggio in Basilicata a Scanzano Ionico, i cittadini insorsero e di quella proposta non se ne fece nulla. Il perchè è presto detto, siamo in anni in cui le informazioni, grazie anche ad internet sono facilmente ed immediatamente accessibili e tra di esse possiamo discernere quelle con fondamenti scientifici.

Ed è così che le contestazioni contro il nucleare o solo contro lo stoccaggio delle scorie non sono banali, ma documentate. Gli oppositori sono ben consci dei danni che l’ irraggiamento delle scorie radiattive provoca alla salute umana.

Secondo uno studio finanziato dal governo tedesco presso l’ Università di Minz e durato tredici anni su un campione significativo si è constatato che, chi risiede in un raggio di cinque chilometri dalle centrali nucleari tedesche, allora ben sedici, ovvero negli anni dal 1980 al 2003 ha concluso che c’ è stato un un aumento di incidenze di leucemie, di cancro, specie per i bambini sotto cinque anni.

I dati dell’ indagine hanno dato i seguenti risultati in percentuale. Più 220% casi di leucemia, più 160 % casi di cancro.
Ho volutamente parlato della questione riguardante le scorie che sono l’ ultimo passaggio nella produzione di energia elettrica da fissione nucleare, perchè è proprio la difficoltà, se non l’ impossibilità di risolvere questo problema che fa crollare tutto ciò che è il processo preliminare alla produzione di scorie radioattive. Approfondirò ulteriormente questo argomento.

articolo di Luciano PanunziPer saperne di più….

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