Una bella storia di aironi cenerini

Gli Aironi cenerini colonizzano una area una volta deturpata dall' uomo

airone cenerino in una zona umidaGiorni addietro passando lungo una strada provinciale in una zona pianeggiante dell’ appennino centrale ho notato la sagoma inconfondibile di un airone cenerino che dalla mia destra, in alto, si abbassava e planava su un albero di pioppo posto alla mia sinistra. Un albero che, con altri pioppi, formava un piccolo boschetto.

Ho voluto capire meglio, essendo l’ airone cenerino, a mia memoria, mai stato presente nella zona. Una passeggiata lungo alcune strade sterrate che si insinuavano alla estremità del boschetto di pioppi, con la luce giusta, essendo primo pomeriggio, mi sono bastati pochi minuti per capire che si era formata una garzaia. Il posto scelto da alcuni aironi cenerini per la nidificazione era, in realtà, un residuo di una vecchia cava che, col passare degli anni, aveva visto riempirsi di acqua il piccolo scavo centrale fino a formare uno stagno.

Questa zona umida nel corso di anni era stata ripopolata da pioppi che ora sono diventati alti e slanciati. Ancora qualche giorno di birdwatching ed ho scoperto la presenza di almeno sette grossi nidi, sempre sorvegliati dai maschi abbarbicati su posatoi nelle vicinanze dei nidi stessi.

In due di questi nidi la scoperta più importante: in uno dei nidi tre pulcini ed in un secondo nido altri due pulcini tutti ormai vicini all’ involo. Una scoperta fatta quasi casualmente in una zona che l’ uomo aveva deturpato prima e abbandonato poi e che, nel corso degli anni, si è rinaturalizzata spontaneamente fino a che qualche airone cenerino di passaggio sosta in quella zona umida.

Una sosta per riposarsi e rifocillarsi con qualche piccolo anfibio presente nella pozza d’ acqua al centro del boschetto di pioppi e poi la decisione di fermarsi. Fatto sta che per arrivare ad una garzaia di qualche decina di aironi inclusi i pulcini la occupazione del territorio deve essere stata graduale e durata qualche anno.

La cosa bella da notare è come gli animali riescano a sopravvivere in piccole aree che prima l’ uomo aveva deturpato. E, fatto ancora più importante, che la zona circostante alla garzaia è tutt’ ora occupata da cave di inerti in funzione. E ppure quegli aironi in un posto così piccolo hanno trovato un loro ambiente tanto prezioso da deporvi le uova per la prosecuzione della specie.

Questa scoperta ci insegna che basterebbe poco perchè molte aree del nostro paese che si pensa siano irrimediabilmente inutilizzabili per gli animali, con un costo, a volte non eccezionale, possano tornare ad ospitare flora e fauna che erano scomparse da quelle zone.

articolo di Luciano PanunziPer saperne di più….

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