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Pornografia, maghi e cartomanti

...Purché paghino le tasse

La legge finanziaria 2006 aveva introdotto la porno tax una tassa per coloro che producono, distribuiscono o rappresentano materiale pornografico.

Ma in tempo di crisi i soldi servono, anche al fisco. E allora il decreto anticrisi (D.L.185/2008) ha pensato bene di tassare, oltre alla pornografia, anche coloro che utilizzano trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulità popolare che si rivolgono al pubblico attraverso numeri telefonici a pagamento, insomma maghi, cartomanti e quant’altro.
D’altra parte non è colpa del fisco se c’è gente credulona che chiama i presunti maghi e neppure è colpa del fisco se costoro guadagnano un bel po’ di soldini. Dunque: se un reddito c’è, perché non tassarlo?

Così la risoluzione n.107/E del 22 aprile scorso ha istituito cinque nuovi codici tributo che serviranno per il pagamento della porno tax e della nuova tassa etica. In pratica si tratta di un’imposta aggiuntiva del 25% del reddito complessivo netto corrispondente alla somma dei ricavi e dei compensi derivanti da queste attività, decurtata dell’ammontare dei componenti negativi relativi a beni e servizi utilizzati per lo svolgimento delle medesime attività.

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