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Resa di bancali

Trattamento IVA - Risoluzione 85/E del 2009

Una società, operante nel settore dei materiali per l’edilizia, cede ai clienti sacchi di cemento che vengono riposti su bancali in legno denominati palette, così da essere trasportati più agevolmente.
La società stipula con i clienti un patto di resa dei bancali, per cui costoro sono obbligati a restituire, entro un termine previsto contrattualmente in novanta giorni, i bancali alla società. Il loro importo è escluso dalla base imponibile Iva ai sensi dell’art. 15 del d.P.R. n. 633/72.
Nel caso in cui le pallette non vengano restituite dai clienti nel termine fissato, la società emette una specifica fattura, assoggettandone ad Iva il valore corrente.

La società vorrebbe modificare tale procedura e cedere ai clienti, sia il cemento che le palette, senza pattuire l’obbligo di resa di quest’ultime, ma prevedendo contrattualmente solamente una facoltà di resa. Pertanto si avrebbe una cessione al cliente delle palette, con conseguente trasferimento della proprietà. Ai fini IVA, l’operazione avrebbe natura accessoria e i relativi corrispettivi concorrerebbero a formare la base imponibile dell’operazione principale ai sensi dell’art. 12 del d.P.R. n. 633/72.

Nel caso in cui il cliente esercitasse la facoltà di resa delle palette prevista contrattualmente, la società opererebbe in uno dei due seguenti modi alternativi.
Procedura A: rimborso al cliente del valore delle palette e contestuale emissione di una nota di accredito a fronte della fattura già emessa.
Procedura B: emissione, all’atto della successiva operazione di cessione di cemento e palette, di una fattura in cui indicare sia il prezzo del cemento e delle
palette ceduti, sia il valore (con il segno meno) delle palette restituite.

L’Amministrazione finanziaria ha ritenuto corrette entrambe le soluzioni nella risoluzione n.85/E del 2009.