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Spese sostenute per la manutenzione e ristrutturazione degli immobili dal professionista

Cosa accede se l'immobile non è di proprietà - Risoluzione n.99/E del 2009

L’art. 54, comma 2 del TUIR, prevede che le spese sostenute per la ristrutturazione e manutenzione di immobili esclusivamente strumentali allo svolgimento di un’attività professionale sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili, quale risulta all’inizio del periodo d’imposta dal registro dei beni ammortizzabili. L’eccedenza è deducibile in quote costanti nei cinque periodi d’imposta successivi.

Pertanto se la spesa per la ristrutturazione e manutenzione dell’immobile oggettivamente va ad incrementare il valore dello stesso, essa comporta un aumento della quota di ammortamento del bene.

Tuttavia se l’immobile non è di proprietà del professionista (perché è pervenuto a questi a titolo gratuito o in quanto è di proprietà di un terzi), la spesa è deducibile, nell’anno di sostenimento, nel limite del 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili, mentre l’eventuale eccedenza deve essere ripartita in quote costanti nei cinque anni successivi.

E’ questo il parere dell’Agenzia delle entrate espresso con la risoluzione 99/E dell’08 aprile 2009.