Supponiamo che due aziende effettuino un’operazione di permuta relativa a due cespiti.
L’azienda A cede all’azienda B il cespite X, mentre l’azienda B cede all’azienda A il cespite Y.
L’operazione, ai fini del calcolo del reddito tassabile, non genera nessuna plusvalenza a condizione che non sia previsto alcun conguaglio in denaro.
Se invece, l’azienda A cede all’azienda B il cespite X e paga anche 1.000 euro per avere in cambio il cespite Y, l’azienda B avrà realizzato una plusvalenza di 1.000 euro, pari cioè al conguaglio in denaro pattuito.
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Rosanna Marchegiani








