La fattura del professionista

Differenze rispetto alla fattura emessa dalle imprese

fattura professionistiQuando parliamo di professionisti intendiamo, da un punto di vista fiscale, dei lavoratori autonomi, come possono essere i dottori commercialisti, gli architetti, gli ingegneri, e così via.

Costoro percepiscono dei compensi per l’attività svolta. Tali compensi devono essere fatturati e sono, in linea di massima, soggetti ad IVA.

La fattura del professionista, tuttavia presenta delle peculiarità rispetto alla fattura emessa da un’impresa. Due sono le principali differenze che riscontriamo.

La prima riguarda il momento di emissione della fattura. Il professionista è tenuto ad emettere la fattura solamente al momento del pagamento del compenso. Infatti l’art.6 del DPR 633/72 (cioè il decreto che ha istituito e che disciplina la materia dell’Iva) prevede che “le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo” ed è, quindi, questo il momento nel quale sorge l’obbligo di fatturare la prestazione.

Una eccezione a tale regola è prevista, sempre dall’art.6 del DPR 633/72, nel caso in cui il cliente effetti il pagamento di un acconto. L’acconto andrà fatturato dal professionista nel momento in cui è stato pagato anche se la prestazione non è stata ancora iniziata o ultimata.

Seconda differenza rilevante rispetto alle fatture emesse dalle imprese è data dalla presenza della ritenuta di acconto in fattura. I compensi percepiti dal professionista sono soggetti a ritenuta di acconto, salvo l’ipotesi che il cliente sia un privato.

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