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Agenti di commercio e IRAP

Circolare Agenzia delle Entrate n.28/E del 2010

agenti di commercio e IRAPL’art.2 del DLg. 15/12/97 n. 446, istitutivo dell’IRAP, stabilisce che presupposto dell’imposta è l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.
Inoltre, tale articolo, prevede che l’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato, costituisce in ogni caso presupposto di imposta
.

La presenza, dunque, di un’attività autonomamente organizzata costituisce presupposto per l’applicazione dell’IRAP.

Per quanto concerne le imprese, in linea di massima, si ritiene che “l’elemento organizzativo è connaturato alla nozione stessa di impresa” (si veda a tale proposito anche la sentenza della Corte costituzionale n.156 del 2001). Pertanto, per le attività d’impresa il requisito della autonoma organizzazione è intrinseco nella natura stessa dell’attività svolta e sussiste, in ogni caso, il presupposto impositivo.

Tuttavia le attività ausiliarie previste all’art.2195 del Codice civile, tra le quali rientrano gli agenti di commercio e gli intermediari finanziari, pur essendo considerate produttive di reddito d’impresa ai fini delle imposte sul reddito, spesso sono svolte dal soggetto senza organizzazione di capitali o lavoro altrui.

Questi soggetti, dunque, sono esclusi dall’applicazione dell’IRAP nel caso in cui l’attività non è autonomamente organizzata.

Questa tesi, sostenuta dalla Suprema Corte in varie sentenze, è stata recepita anche dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n.28/E del 28 maggio 2010.

Circolare Agenzia delle Entrate n.28/E del 28 maggio 2010

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