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Attività ausiliarie

Una definizione della Corte di Cassazione

attività ausiliarieL’art.2195 del Codice civile comprende tra le imprese commerciali quelle che esercitano un’attività ausiliaria rispetto alle attività industriali, mercantili, di trasporto, bancarie e assicurative.

Cosa si intende esattamente con l’espressione “attività ausiliarie”?

Un aiuto ci viene fornito dalla Corte di cassazione, che nella sentenza n.8485 del 28 maggio 2003, ha precisato che sono imprese ausiliarie “quelle che, prive di intrinseca autonomia funzionale, hanno come scopo tipico l’oggettiva agevolazione di altre attività, sicché l’impresa esercente l’attività, ausiliaria, a differenza di quella produttrice di servizi (la cui attività, di carattere autonomo, ha per oggetto un prodotto destinato ad essere utilizzato dalla generalità delle imprese), se da un lato deve avere una propria struttura organizzativa ed operativa ben distinta da quella delle imprese ausiliare, dall’altro deve svolgere una funzione accessoria, complementare e strumentale rispetto all’attività, tipica di altre imprese talché, ove venisse separata da queste, non avrebbe alcuna possibilità di utile applicazione”.

Normalmente, sono considerate attività ausiliarie quelle dei mediatori, dei procacciatori di affari, degli agenti di commercio, dei rappresentanti e dei commissionari.

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