Coloro che sono addetti alla tenuta della contabilità delle aziende devono fare attenzione alla corretta contabilizzazione di movimenti bancari.
Infatti, secondo la Corte di Cassazione la presenza di movimenti bancari che non risultano dalle scritture aziendali rappresenta un valido elementi idoneo a far scattare l’accertamento per possibile evasione fiscale. La Corte di cassazione, con l’ordinanza n.18809 del 2010, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva notificato un avviso di rettifica Iva a una società per avere ricevuto assegni, emessi a proprio favore da un’altra impresa individuale, rinvenuti durante una verifica fiscale presso quest’ultima, ma non contabilizzati.
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Rosanna Marchegiani








