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L'indice Big Mac.

Come il prezzo di un Big Mac in diversi paesi puo' essere utilizzato per calcolare la parita' teorica tra due valute.

Il settimanale inglese The Economist introdusse il Big Mac Index nel settembre 1986 per calcolare i tassi di cambio corretti tra le valute.

Il Big Mac Index e’ basato sulla teoria della Parita’del Potere d’Acquisto tra due valute secondo la quale una unità di una qualsiasi valuta deve poter acquistare la medesima quantità di beni in ciascun paese del mondo.Il tasso di cambio tra due valute nel lungo termine dovrebbe tendere ad un punto di equilibrio nel quale e’ possibbile comprare lo stesso paniere di beni nei due paesi presi in considerazione.

Il paniere di beni scelto dall’ Economist cadde sul Big Mac perche’ viene prodotto praticamente nello stesso modo in piu’ di 120 paesi.

Il tasso di cambio tra due valute usando la metodologia del Big Mac Index si ottiene dividendo il costo di un Big Mac in un paese(nella sua valuta)per il costo di un Big Mac in un altro paese( nella sua valuta). Il valore ottenuto si compara con l’attuale tasso di cambio sul mercato, se e’ piu’ basso la prima valuta e’ sottovalutata in rapporto alla seconda, di conseguenza se e’ piu’ alto allora la prima valuta e’ sopravvalutata contro la seconda.

Anche se molto interessante la teoria del Big Mac Index ha dei limiti rilevanti in quanto i prezzi sono distorti dai beni e servizi non trattabili e non liberamente scambiabili come gli affitti, inoltre non tiene conto dell’importanza di ciascun bene nel ripettivo paese( un condizionatore d’aria ha un`importanza e valore diverso se disponibile in Messico o in Norvegia naturalmente).

Nondimeno da una certa indicazione su quella che potrebbe essere una tendenza del rapporto di cambio tra diverse valute.

Secondo una della ultime rilevazioni dei prezzi teoricamente con un prezzo del Big Mac in Cina di 1,26 dollari americani ed un prezzo negli Stati Uniti di 3 dollari si arriva al ad una stima limitata a queste ristrette considerazioni che lo yuan cinese e sottovalutato rispetto al dollaro di circa il 58%.