Finanza Internazionale.

I movimenti di capitali sui mercati valutari.

La Finanza Internazionale e’ la macro e micro economia applicata alle vicissitudini internazionali.

Molti economisti concordano che la globalizzazione e il crescente flusso di transazioni finanziarie da un paese all’altro ha incrementato notevolmente l’attivita’ delle societa’ finanziarie e questo influisce sulla vita e sulla realta’ economica di tutti i giorni.

Quanto e’ grande il mondo della finanza?

E molto difficile dirlo perche’ include una grande varieta’ di intermediari come banche, societa’ assicurative, hedge founds, societa’ finanziarie , case di brokeraggio e altri, si muove ed include diversi mercati: azionario, obbligazionario, valute, metalli e materie prime, tassi, e naturalmente i famosi derivati che sono strumenti finanziari che derivano il proprio valore da delle attivita’ o altri strumenti finanziari sottostanti.
Tutti questi flussi finanziari avvengono sia tramite canali ufficiali e mercati regolamentati che in mercati non regolamentati e questo rende ancora piu’ difficile calcolarne il valore.
Si puo’ parlare solo di stime a questo punto. Nel 1992 il volume giornaliero di scambi sui mercati valutari e’ stato pari a USD 820 miliardi, in paragone ad un valore giornaliero del commercio internazionale pari a USD 10 bilioni.

Nell’ aprile 2004 gli scambi tradizionali giornalieri di valuta sui mercati internazionali sono stati pari a 1.880 bilioni di dollari. E un’ immensita’, a cio’ dovremmo aggiungere circa 1.200 bilioni di dollari in scambi in derivati in mercati non regolamentati e circa 1.900 bilioni di dollari in scambi di derivati in mercati regolamentati.Totale da Paperon de Paperoni ,7.300 miliardi di dollari al giorno!!!!!

Questa immensita’ di soldi non e solo difficile da calcolare ma e’ sempre piu’ difficile da gestire sotto tutti i punti di vista . Le banche centrali hanno sempre meno risorse e potere per contrastare la speculazione(tenete conto che le riserve valutarie della banca centrale europea al 21 novembre 2004 ammontano a 190 bilioni di euro).

L’incremento di liquidita’ sui mercati internazionali ha spinto banche e societa’ finanziarie a trovare nuovi impieghi per mantenere la loro redditivita’ e cio’ ha creato negli ultimi quindici anni uno spostamento dei finanziamenti e flussi di fondi verso i mercati emergenti. Tutto cio’ e’ avvenuto maggiormente verso quei paesi che piu’ hanno liberalizzato i loro mercati.
Questo’ ha portato ad un notevole surplus della bilancia dei pagamenti che e’ stato investito per la maggior parte in titoli di stato americani( evidentemente aiutando a finanziare il deficit di bilancio americano a tassi relativamente bassi).

Per ovviare alle crisi finanziarie dei recenti anni che hanno colpito i paesi emergenti questi hanno dovuto adottare politiche di bilancio austere cercando di contenere il deficit, liberalizzare il mercato, abbassare il tasso di inflazione, attrarre investimenti dall’estero e aumentare le esportazioni.
Cio’ ha determinato un’ ondata di investimenti dai paesi industrializzati , un notevole incremento dell’export che ha contribuito ad un aumento delle loro riserve valutarie(la sola Cina ha 565 miliardi di dollari di riserve valutarie).

La liberalizzazione ed il rafforzamento di queste economie ha creato dei validi concorrenti ad i nostri sistemi, delle formidabili macchine competitive, che non hanno i loro punti di forza solo nel basso costo delle risorse umane ma nella continua ricerca di miglioramento della competitivita’( Singapore ha un dipartimento statale dedito solo a questo).

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