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Gazprom

Leader mondiale del mercato del gas e quasi monopolista nel mercato russo la Gazprom e' diventata il protagonista della nazionalizzazione del mercato della Federazione Russa. Il suo potere e' incontrastato finche rimane sotto l'ala vigile del cremlino...

Un po’ di Russia arriva nella maggior parte delle case degli italiani ogni giorno con il gas dei nostri fornelli. E buona parte di questo gas e’ fornito dalla Gazprom, di gran lunga il piu’ considerevole ed influente produttore del mondo.
Braccio operativo ed economico del governo russo, che, essendone il maggior azionista, ne nomina l’amministratore delegato (attualmente Aleksej Miller), la quasi totalita’ dei membri del consiglio d’amministrazione e ne regola la propria attivita’ in parte tramite provvedimenti legislativi.

I suoi numeri e la sua posizione sul mercato energetico sono impressionanti.

La sua quota nel mercato mondiale del gas naturale e’ pari al 20%. Controlla il 60% delle riserve di gas russe e ne produce il 90%. Da lei dipendono circa il 20% delle entrate del bilancio federale ed inoltre fornisce gas per generare il 50% della produzione di energia elettrica.
Opera su 9.302 pozzi di gas e 569 di petrolio. Il suo gas e’ distribuito tramite 3.633 stazioni, consegnato a 68 regioni della Federazione Russa ed esportato in 27 paesi tra cui: Germania, Italia, Francia, Turchia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Austria, Finlandia, Bulgaria, Romania.

Con l’acquisizione-fusione della Rosneft e Yuganskneftegaz la Gazprom acquisira’ un ruolo ancora maggiore nel panorama energetico russo, deterra’ anche un quarto delle riserve di petrolio ed un quinto della sua produzione. Ma non e’ finita qui perche’ altri accordi potrebbero venire in futuro, soprattutto perche’ ormai la Gazprom sembra essere usata dal governo russo come uno dei suoi bracci operativi economici per portare avanti una politica di nazionalizzazione di parte dell’economia.

Un gigante nel gas, che non e’ efficiente puo’ costituire solo un freno al mercato ed un danno per la sua economia. Mentre societa’ petrolifere russe, per la maggior parte private sono riuscite ad incrementare la produzione del 50% dal 1998, quella della Gazprom e’ diminuita nello stesso periodo dell’1,6%.
Aiutata dal rialzo delle materie energetiche i ricavi sono saliti del 70% dal 2001 ma i costi sono aumentati ancora di piu’inoltre nel periodo 1997-2003 i lavoratori del settore del gas in Russia (in pratica Gazprom) sono aumentati dell’80% con una diminuzione della produttivita’ del 40% ed un aumento del costo del lavoro del 107%.

Inefficienza del settore pubblico in Russia o incapacita’ del management? Forse tutte e due.
C’e’ poi un lato un po’ oscuro nella gestione degli accordi internazionali come quello per il trasporto del gas tramite gasdotti dall’Ucrania e Turmekistan la cui proprieta’ e manutenzione e’ della Gazprom stessa, affidato in outsourcing ad una societa’ esterna Eural Trans Gas con un mancato profitto per la Gazprom dai 500 ai 700 milioni di dollari. Gli azionisti non saranno molto contenti!!!!.

Un report della Hermitage Capital Management Ltd( uno dei maggiori fondi di investimento sul mercato russo) identifica a circa 2 bilioni di dollari le perdite per la Gazprom dovute ad alcune inefficienze finanziarie.
Sembra proprio che la Perestroika debba ancora arrivare in parte del capitalismo di stato russo.

Per la Renaissance Capital(banca d’affari leader nel mercato russo) uno dei maggiori problemi della Gazprom e’ la scarsa generazione di cassa e il cattivo controllo dei costi. Se come sembra dalle dichiarazioni del governo russo il suo capitale verra’ aperto agli investimenti stranieri vi dovra’ essere un maggior riguardo per la corporate governance e per gli azionisti di minoranza. In questo caso un gioiello delle materie prime potra’ iniziare a splendere.

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