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Argentina e Tango Bonds

I Tango bonds hanno regnato sul mercato delle emissioni dei paesi emergenti per molti anni arrivandone a costituire nel picco piu' del 25% delle emissioni......

Il default dell’ Argentina ha coinvolto bonds valutati circa 81 miliardi di dollari, su 152 emissioni in 6 valute diverse e sotto 6 giurisdizioni. Centinaia di migliaia di investitori travolti dal malgoverno economico e politico di un paese che dopo il termine del 25 Febbraio si accontenteranno di scambiare i titoli nelle loro mani con quelli di nuova emissione del governo argentino con un valore di circa 35 cents per ogni dollaro posseduto.

Una sconfitta per i creditori ed un successo per il governo argentino di Néstor Kirchner che pero’ dovra tener conto di un debito che anche dopo lo swap sara’ piu’ di 120 bilioni di dollari e pari a circa il 75% del PIL.

La situazione argentina si e’ in un certo senso aggravata dopo la crisi russa e la svalutazione del real brasiliano. Il default russo sul debito nel 1998 ha privato l’Argentina di un facile accesso al mercato dei capitali esteri, a cio’ si aggiunse 5 mesi dopo la svalutazione del real brasiliano che distrusse la competitivita’ argentina sui mercati internazionali. Il paese cosi’ rimase bloccato in una forbice tra due deficit, quello di bilancio e finanziario, e quello commerciale. Ma la convinzione e la necessita’ di mantenere la parita’ con il dollaro introdotta dal ministro Cavallo nel 1991 spinse il paese a misure temporanee che portarono ad un aumento dell’indebitamento di circa 30 bilioni di dollari con il FMI in poco piu’ di un anno.

Con il paese in recessione e la sempre maggiore difficolta ad attrarre capitali esteri il passo verso la bancarotta fu alquanto breve. Per gli investitori che non hanno aderito allo swap la via giuridica sembra la piu’ ovvia per recuperare il capitale investito.
Certamente i tempi sono cambiati e non e piu’ possibile recuperare il capitale investito come nel 1902 quando il Venezuela ando’ in default sul proprio debito estero e le navi da guerra italiane, tedesche ed inglesi bloccarono i porti venezuelani finche’ il paese pago’ i propri debiti.

Secondo Manmohan Singh, un’ economista del FMI , il ritorno in caso di successo di lite giudiziaria puo arrivare al 300%.

Certo sembra strano che si sia dato tanto credito ad un paese che negli ultimi 175 anni e’ andato in default 5 volte e che aveva un debito estero maggiore del Prodotto Interno Lordo.
Non hanno visto o non hanno voluto vedere le banche, le agenzie di rating ed il fondo monetario ma a perde sono stati quasi esclusivamente i piccoli risparmiatori.