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Gli operatori del sistema economico

Prioritaria è la definizione degli "attori" del sistema economico, secondo i criteri e i principi della contabilità nazionale. Famiglie, imprese, P.A. e resto del mondo.

Uno dei punti di partenza, prima di entrare nel vivo dei problemi di contabilità nazionale, è la definizione degli operatori del sistema economico, cioè dei “protagonisti” dell’economia. Normalmente e tradizionalmente, per la contabilità nazionale si schematizza riferendosi a quattro categorie di operatori: famiglie, imprese, amministrazioni pubbliche e resto del mondo.

Con il termine famiglia si intende una unità economica (composta da una o più persone) con autonomia nelle decisioni di consumo e risparmio. Costituisce quindi una “famiglia” per la contabilità nazionale tanto il single che vive da solo, quanto una comunità di religiosi o un gruppo di studenti universitari che divide un appartamento. L’attività predominante della “famiglia” è il consumo (e, di conseguenza, il risparmio). Principalmente le famiglie offrono il loro lavoro alle imprese, ricevendone una remunerazione.

Con il termine impresa si intende una unità economica la cui attività consiste nella produzione di merci o servizi da destinare alla vendita sul mercato, indipendentemente dalla dimensione, dal settore di attività e dalla forma giuridica.

Con il termine amministrazioni pubbliche (normalmente indicate con P.A., cioè Pubblica Amministrazione) si intende tutto quel complesso di organi ed apparati pubblici che svolgono attività produttiva (prevalentemente servizi) non destinati alla vendita sul mercato. In questa categoria rientrano lo Stato e gli enti minori dell’Amministrazione Centrale, le Regioni, Province, Comuni, ma anche le Università, le Aziende Sanitarie Locali, le scuole pubbliche, ecc…

Con il termine resto del mondo si indica normalmente, relativamente ad un preciso sistema economico nazionale, qualunque soggetto o operatore non appartenente al sistema nazionale in questione e che instaura una qualunque forma di rapporto economico con quest’ultimo. E’ quindi considerato “resto del mondo” tanto la singola impresa straniera che vende prodotti nel nostro paese, quanto il governo di nazioni e paesi stranieri.

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