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Il debito pubblico

Il "debito pubblico" è spesso un qualcosa di cui tutti parlano, senza sapere bene di cosa si tratti. Indubbiamente in molti incute un senso di disagio, di qualcosa di "negativo", ma non è ben chiaro di cosa si stia parlando. In realtà, è semplicissimo...

Il debito pubblico è una parola che è ormai entrata nel linguaggio comune, ma che molte persone, senza ben sapere di cosa si tratta, pronunciano sempre con un po’ di timore. A molti non è ben chiaro cosa si intende con questa espressione, che rimane circondata da un certo alone di mistero, ma in tutti è profondamente radicata l’impressione che si tratti di qualcosa di negativo.

In realtà comprendere cosa è il debito pubblico non è affatto complicato. Innanzitutto la parola “pubblico” ci fa immediatamente capire che ci stiamo riferendo al “settore pubblico”, cioè alle amministrazioni e agli enti pubblici nel loro complesso (cioè lo Stato, gli enti minori dell’amministrazione, gli enti locali, le università, le A.S.L., ecc…). Anche per lo Stato vale, come per chiunque altro, la regola elementare che si può spendere più di quanto si incassa solamente se ci si fa prestare l’eccedenza da qualcun altro.

Le entrate dello Stato (cioè quello che incassa) sono principalmente:

- le imposte (dirette, cioè sui redditi, e indirette, per esempio l’IVA);

- i contributi sociali;

- entrate in conto capitale.

La spesa dello Stato è prevalentemente di due tipi:

- corrente

- in conto capitale (cioè per investimenti pubblici e contributi agli investimenti)

Nella spesa corrente compaiono quattro voci principali:

- redditi da lavoro dipendente (cioè i salari e gli stipendi pagati ai dipendenti pubblici);

- consumi intermedi (cioè l’acquisto di beni intermedi da parte della pubblica amministrazione);

- prestazioni sociali;

- interessi sul debito pubblico.

Quando tutte queste spese (sia correnti che in conto capitale) sono maggiori delle entrate (imposte, contributi sociali e entrate in conto capitale), lo stato è in una situazione di indebitamento netto. Questo indebitamento qualcuno lo deve pagare, cioè lo Stato per spendere più di quanto incassa deve farsi imprestare i soldi da qualcuno. In tal caso, lo Stato emette i Titoli di Stato o Titoli del Debito Pubblico. In parole povere, lo Stato chiede ai cittadini di prestargli dei soldi, promettendo di restituirli con un interesse. I BOT, per esempio, sono un prestito a breve termine che i cittadini fanno allo Stato. La somma di
tutti i debiti dello Stato si chiama “debito pubblico”, cioè “debito dello Stato”.

Evidentemente, come per ogni persona, uno Stato con un elevato debito pubblico è uno Stato che ha speso molto più di quello che ha incassato. Questo non è sempre e necessariamente un male, ma quando la situazione l’indebitamento diventa particolarmente elevato e si trasforma in una patologia, può creare notevoli problemi.

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