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Classificazione dei beni economici

Beni mobili e immobili, di produzione e di consumo, ad uso singolo e ad uso ripetuto, beni intermedi e beni di investimento, complementari e succedani. Ecco tutte le classificazioni più utilizzate nel linguaggio economico.

I beni economici, cioè quelle risorse materiali utili e scarse, si suddividono in diverse categorie:

- beni MOBILI e IMMOBILI: mentre i primi sono agevolmente trasportabili (un quaderno, uno zaino, una scrivania, un armadio) i secondi non possono essere spostati fisicamente (una casa, una scuola, un ospedale, un capannone).

- beni di PRODUZIONE e beni di CONSUMO: i beni di produzione servono a produrre altri beni o servizi (ad esempio i macchinari di una impresa, i computer di un ufficio, ma anche le materie prime destinate ad essere trasformate nelle industrie), mentre i beni di consumo servono a soddisfare in modo diretto ed immediato un bisogno (ad esempio un bicchiere d’acqua o i vestiti che indossiamo tutti i giorni).

Occorre tuttavia prestare attenzione che questa importante distinzione è basata sull’uso che del bene viene fatto e non sulla sua natura. Ciò implica che lo stesso identico bene, può essere di produzione in certi casi oppure di consumo in altri. Per esempio, un’automobile è certamente un bene di consumo se viene utilizzata da una famiglia per le gite domenicali, mentre è un bene di produzione per un taxista che la utilizza per produrre un servizio. Allo stesso modo, un telefono cellulare utilizzato per telefonare agli amici è certamente un bene di consumo, mentre lo stesso telefono utilizzato da un manager per il suo lavoro è un bene di produzione.

- beni A FECONDITA’ SEMPLICE (o ad USO SINGOLO) e beni A FECONDITA’ RIPETUTA (o ad UTILIZZO RIPETUTO). I beni ad uso singolo si esauriscono in un solo atto di consumo o di produzione (ad esempio un gelato, la benzina, l’acqua) mentre i beni a fecondità ripetuta partecipano a ripetuti atti di consumo o di produzione (ad esempio l’automobile, il frigorifero, il cellulare).

Combinando poi le diverse classificazioni sopra indicate, si possono trovare BENI DI PRODUZIONE a FECONDITA’ SEMPLICE (ad esempio le materie prime) che vengono anche chiamati BENI INTERMEDI, nonchè i BENI DI PRODUZIONE a FECONDITA’ RIPETUTA (ad esempio un macchinario) che vengono detti BENI DI INVESTIMENTO.

Per esempio, la gru di una impresa è un bene di produzione, in quanto serve per la produzione di altri beni, ma è anche un bene a fecondità ripetuta poichè può essere utilizzata più volte e per un prolungato periodo di tempo. Essa è pertanto un esempio di bene di investimento.

- beni COMPLEMENTARI e beni SUCCEDANEI. I beni complementari sono dei beni che devono essere necessariamente consumati congiuntamente, poichè uno solo dei due beni non ha alcuna utilità. Sono esempi di beni complementari il telefonino cellulare e la SIM card, oppure l’automobile e la benzina. Sono invece succedanei (o surrogati) quei beni che vengono consumati alternativamente o l’uno o l’altro, ma non tutti e due, in quanto soddisfano entrambi il medesimo bisogno. Ne è un esempio classico il burro e la margarina.

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Il Rossonero

    Il Rossonero

    25 Sep 2009 - 15:14 - #1
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    Mi è stata molto utile la parte ultima, qlla dei beni complementari e dei beni succedanei!!
    Grz

  • Marilena

    24 Aug 2010 - 09:08 - #2
    0 punti
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    Io cerco disperatamete un esempio di “beni succedanei lordi” “beni succedanei netti”
    :( , Grazie!!! :)

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