Jacques Attali è un economista decisamente poliedrico: professore di economia all’università di Parigi-Dauphine, all’École polytechnique e all’École des Ponts et Chaussées, ma anche giornalista, pubblicista, divulgatore, consigliere di Mitterand e Sarkozy, primo presidente della londinese European Bank for Reconstruction and Development (Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo), studioso di microfinanza e paesi in via di sviluppo.
Questo brillante economista, seppure così diverso da tanti altri accademici, ha recentemente pubblicato un libello piacevole, ma estremamente interessante. Si tratta di “nemmeno 150 pagine”, ma già dal titolo si capisce la tesi dell’autore. “La crisi, e poi?” esprime in modo inequivocabile il percorso che occorre compiere: l’analisi del passato per comprendere ciò che è successo, perchè è successo e perchè molte voci di allarme non sono state ascoltate. Ma poi, compreso ciò che è accaduto e le sue origini, occorre immediatamente proiettarsi al futuro.
Attali esamina attentamente le “lezioni delle crisi passate” (cap. 1) e cerca di esplicitare in modo sintetico e chiaro “come tutto è cominciato” (cap. 2), fornendo un elenco di argomentazioni: la scarsezza della domanda, la creazione di domanda con il debito, la riduzione dei tassi, la cartolarizzazione e i derivati, l’esplosione del debito globale, ecc…
Tuttavia nell’autore permane una vena di pessimismo. Sicuramente, dopo la crisi, secondo Attali nulla sarà più come prima. Le cose sono inesorabilmente cambiate. Tuttavia, continuano a delinearsi sullo scenario futuro delle “minacce prossime venture” e “prossime crisi finanziarie“.
Al termine del libro un glossario dei principali termini utilizzati ed indispensabili per comprendere la crisi e degli schemi, delle mappe concettuali che riassumo e sintetizzano alcuni passaggi chiave, rappresentano la dimostrazione della chiarezza di pensiero dell’autore e il suo sforzo immenso per rendersi comprensibile anche ai meno addetti ai lavori.
“Come siamo arrivati fino a questo punto? Sembrava che il mondo stesse procedendo per il verso giusto, la crescita economica era la più rapida della storia e tutto lasciava presagire che sarebbe continuata per molti decenni, grazie alla presenza - su scala mondiale - di un abbondante risparmio e a progressi tecnologici straordinari. Ed ecco che, improvvisamente, siamo all’alba di una depressione planetaria, la più grave da ottant’anni a questa parte. In apparenza nulla di grave, se non che alcune famiglie americane non sono più in grado di pagare il loro debito immobiliare. L’obiettivo del libro è quello di spiegare questo mistero nella maniera più semplice possibile e prevedere dove la crisi ci porterà, in modo da non ricascarci più”
Jacques Attali, La crisi, e poi?, Fazi editore, 2009

Francesco Venuti








