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La produzione di un Paese: PIL, RNL e RNLD

In una economia chiusa agli scambi con l’estero, le tre nozioni di PIL (Prodotto Interno Lordo), RNL (Reddito Nazionale Lordo o Prodotto Nazionale Lordo) e RNLD (Reddito Nazionale Lordo[...]

Prodotto Interno Lordo In una economia chiusa agli scambi con l’estero, le tre nozioni di PIL (Prodotto Interno Lordo), RNL (Reddito Nazionale Lordo o Prodotto Nazionale Lordo) e RNLD (Reddito Nazionale Lordo Disponibile) coincidono tra loro.

E’ assai difficile tuttavia trovare nella realtà un paese completamente chiuso agli scambi con l’estero, che viva cioè in un regime di assoluta autarchia. Infatti normalmente tutte le economie scambiano più o meno intensamente tra di loro.

E’ per questo che le tre nozioni di “reddito nazionale” non coincidono più. Si tratta quindi di tre diversi “modi” di misurare il reddito prodotto da un paese.

Il PIL (Prodotto Interno Lordo - in inglese GDP = Gross Domestic Product) si riferisce alla produzione effettuata all’interno del Paese (per questo si usa l’aggettivo “interno”), cioè dai cittadini (non importa se nazionali o stranieri) operanti all’interno del Paese. Il PIL, quindi, utilizza come criterio “dove” è stato prodotto il valore aggiunto. Se è valore aggiunto prodotto NEL paese, allora verrà conteggiato nel PIL, altrimenti no.

Il RNL (Reddito Nazionale Lordo o anche PNL cioè Prodotto Nazionale Lordo) utilizza invece come criterio la proprietà dei mezzi di produzione. Pertanto, verranno considerati nel PNL tutti i redditi percepiti dai cittadini del Paese. Non importa se questi redditi sono stati percepiti operando all’interno del Paese oppure all’estero. Quello che conta è che i fattori produttivi (nel nostro esempio il lavoro) siano di proprietà di cittadini nazionali.

Pertanto, per fare alcuni esempi, se un italiano si reca negli Stati Uniti per una settimana per una consulenza ad una società californiana, il compenso che percepisce non viene conteggiato nel PIL italiano (poichè il lavoro è stato fatto negli USA), ma rientra nel RNL italiano (poichè è un reddito percepito da un italiano). Viceversa, lo stesso reddito rientrerà nel PIL degli Stati Uniti (poichè è un lavoro svolto negli USA) ma non rientrerà nel RNL degli Stati Uniti (poichè è il reddito di uno straniero).

Si comprende subito che le due nozioni possono non coincidere tra loro (anzi, normalmente non coincidono), anche se per la maggior parte dei paesi la differenza in termini percentuali tra le due grandezze non è particolarmente rilevante. Non si può assolutamente affermare che una sia “più giusta” dell’altra. Entrambe sono corrette. Misurano semplicemente lo stesso fenomeno da due prospettive e da due punti di vista differenti.

La relazione che lega tra loro PIL e RNL è molto semplice. Infatti, per ottenere il RNL dell’Italia basta aggiungere al PIL italiano i redditi percepiti dagli italiani all’estero e sottrarre i redditi degli stranieri in Italia. Quindi, la relazione si può formulare:

RNL = PIL + Redditi Netti dall’estero

Talvolta gli economisti utilizzano una terza grandezza: il RNLD (Reddito Nazionale Lordo Disponibile). Questa grandezza cerca di esprimere il reddito effettivamente disponibile nel Paese. Esso pertanto vuole considerare non solo i redditi percepiti dai fattori produttivi, ma anche i trasferimenti unilaterali in entrata o in uscita dal Paese. Può infatti accadere che da e verso un Paese ci siano ingenti flussi di trasferimenti unilaterali (cioè senza contropartita). Basti pensare alle cosiddette rimesse degli emigrati (cioè “i soldi” che gli emigrati inviano alla propria famiglia di origine) oppure gli aiuti e i sussidi internazionali, caritativi ed umanitari. Tutti questi trasferimenti in entrata o in uscita modificano il reddito effettivamente disponibile in un Paese. Per esempio, il reddito effettivamente disponibile in un paese africano non è esclusivamente il reddito dei suoi abitanti, ma comprende anche i trasferimenti che giungono al Paese dai suoi emigrati all’estero e dagli aiuti internazionali. Pertanto, il RNLD si calcola partendo dal RNL, aggiungendo i trasferimenti unilaterali in entrata e sottraendo quelli in uscita. In formule:

RNLD = RNL + Trasferimenti Netti Estero

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