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Subrime: questi (s)conosciuti?

La recente crisi finanziaria che ha fatto sprofondare il mondo nello spettro della recessione e della crisi economica, ha prepotentemente fatto entrare nel nostro vocabolario quotidiano un termine[...]

Prestiti subprime La recente crisi finanziaria che ha fatto sprofondare il mondo nello spettro della recessione e della crisi economica, ha prepotentemente fatto entrare nel nostro vocabolario quotidiano un termine derivante dall’economia finanziaria: i subprime.

A parte l’essere considerati da vasta parte dell’opinione pubblica “la madre di tutte le disgrazie”, non molti sono a conoscenza di cosa significhi questo termini e a cosa rimandi in particolare. Ecco quindi alcune indicazioni di fondo ed indispensabili.

Il termine subprime rimanda immediatamente ed inequivocabilmente al mondo del credito. Il subprime, infatti, è un credito che viene concesso a soggetti che non hanno avuto accesso a presti “prime”. Il termine prime, infatti, in inglese significa letteralmente “prima scelta”, “principale”, “eccellente”. Il “sub-prime” come parola composta potrebbe quindi essere letteralmente tradotto con “seconda scelta”.

Pertanto, i soggetti che non riuscivano ad avere accesso al credito alle condizioni “ottimali”, prestando cioè le adeguate garanzie e sicurezze, riuscivano ugualmente ad ottenere dei crediti attraverso i mutui “subprime”, cioè mutui con minori garanzie rispetto alle condizioni normali, che normalmente sono caratterizzate da elevati tassi di interesse ed elevate commissioni (che compensano il maggior rischio dell’operazione). Sono questi elevati tassi ed elevate commissioni che incentivano le banche a concedere questo genere di prestiti, anche in assenza delle garanzie previste.

Un prestito subprime è ovviamente molto più rischioso dei prestiti “ordinari” sia per il creditore che per il debitore, poichè sono costituiti da un mix potenzialmente esplosivo: alti tassi di interesse, alte commissioni e premi, scarse garanzie, situazioni finanziarie non ottimali e non sempre determinabili con chiarezza e “storie finanziarie” spesso non felicissime. Infatti dal lato del prestatore di fondi il rischio di insolvenza della controparte è evidente, ma è altrettanto importante segnalare il rischio per il prenditore di fondi che si vede imporre condizioni particolarmente onerose in termini di tassi, commissioni, premi, ecc…

I crediti subprime possono essere riferiti a diverse tipologie di credito, ma le principali e più note sono quelle relative ai mutui e alle carte di credito. I mutui subprime sono quelli concessi a coloro che non sono riusciti ad ottenere un mutuo alle condizioni “di mercato” e che quindi sono disposti, pur di avere il credito, ad accettare condizioni particolarmente onerose (tassi più elevati, maggiori commissioni, ecc…).

Il vantaggio che normalmente viene presentato quale “giustificazione” dell’esistenza dei prestiti subprime consiste nel fatto che, se non ci fossero queste tipologie di crediti, una vasta fetta della popolazione si vedrebbe negato l’accesso al credito. I mutui subprime, pertanto, nonostante l’intrinseca instabilità e “pericolosità”, avrebbero il vantaggio di consentire l’accesso al credito a soggetti che altrimenti non riuscirebbero ad ottenerlo.

Tuttavia, è evidente che il dilagare di questi sistemi, pur unito ad altri eventi di natura socio-economica particolarmente sfavorevoli, è stato indubbiamente uno degli elementi centrali nello scoppio della crisi finanziaria del 2008, anche se per l’ex-governatore della Fed, Alan Greenspan, non sono stati i subprime in senso stretto a scateanre la crisi, ma è stata la loro eccessiva cartolarizzazione a dare il via all’attuale crisi di solvibilita’ delle banche.

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