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BCE: PIL positivo, ma restano rischi

La Banca Centrale Europea, nel bollettino mensile relativo a novembre 2009, apre ad un cauto ottimismo, ma invita alla massima prudenza evidenziando il permanere di rischi elevati, soprattutto riguardo[...]

Banca Centrale Europea La Banca Centrale Europea, nel bollettino mensile relativo a novembre 2009, apre ad un cauto ottimismo, ma invita alla massima prudenza evidenziando il permanere di rischi elevati, soprattutto riguardo alla disoccupazione e allo squilibrio di finanza pubblica.

La conseguenza logica di questa situazione è l’invito rivolto soprattutto ai Governi a prestare una particolare attenzione a tutte quelle politiche che favoriscano l’occupazione e il risanamento dei conti pubblici, attraverso strategie di riequilibrio definite dalla BCE “ambiziose“.

La BCE invita pertanto, proprio per i motivi di finanza pubblica, a non cedere alla tentazione di sgravi fiscali nel breve periodo, poichè “gli sgravi fiscali dovrebbero essere considerati solo nel medio periodo, una volta che i Paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci”.

L’apertura al cauto ottimismo arriva dalla revisione in leggero rialzo sulle stime del PIL: “nella seconda parte dell’anno il tasso di crescita trimestrale del Pil in termini reali potrebbe riportarsi su livelli positivi”, ma “l’incertezza resta elevata, data la natura temporanea di alcuni dei fattori favorevoli”.

Questi “fattori sfavorevoli” che generano incertezza e rischi elevati sono chiaramente indicati dalla BCE stessa: “timori concernenti interazioni negative più intense o prolungate fra l’economia reale e il settore finanziario, nuovi rincari del petrolio e delle altre materie prime, maggiori spinte protezionistiche e un’eventuale correzione disordinata degli squilibri internazionali”.

Sul fronte della politica monetaria, nella riunione del 5 novembre 2009 il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso che i tassi ufficiali di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente all’1,00%, all’1,75% e allo 0,25%.

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