Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare della FAO

I leader di quasi tutto il mondo, riuniti a Roma alla FAO, dal 16 al 18 novembre 2009 per il Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, hanno adottato all’unanimità in sede di apertura del Vertice[...]

I leader di quasi tutto il mondo, riuniti a Roma alla FAO, dal 16 al 18 novembre 2009 per il Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, hanno adottato all’unanimità in sede di apertura del Vertice una dichiarazione con cui si impegnano a cancellare al più presto ed in modo duraturo la fame nel mondo, prevedendo cinque azioni da mettere in campo per combattere la fame, i cosiddetti “5 Principi di Roma per una sicurezza alimentare globale sostenibile“.

La dichiarazione è lunga 41 paragrafi (poco più di sei pagine di testo) che si apre con un preambolo e una definizione degli obiettivi.

“Noi capi di stato e di governo siamo riuniti a Roma nel quadro del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare per prendere azioni urgenti per sradicare la fame nel mondo. […] Nell’adottare questa dichiarazione siamo d’accordo nel porre in atto tutte le azioni necessarie, a livello nazionale, regionale e globale, e da parte di ogni Stato e Governo, per bloccare immediatamente l’incremento delle persone afflitte dalla fame e ridurle significativamente.”

Dopo il preambolo e gli obiettivi, la dichiarazione annuncia i “Five Rome Principles for Sustainable Food Security”, che in sintesi affermano che i Paesi partecipanti si impegnano a:

  • sostenere la responsabilità dei governi nazionali e la necessità di investire nei programmi di sviluppo rurale come predisposti dai singoli governi;
  • maggiore coordinamento tra strategie nazionali, regionali e globali per un migliore impiego delle risorse;
  • un approccio “binario” che consiste in un’azione diretta per rispondere all’emergenza alimentare immediata, ma anche nell’adozione di programmi a medio e lungo termine per eliminare le cause di fondo della fame e povertà
  • vigilare perché il sistema multilaterale giochi un ruolo centrale grazie a miglioramenti continui dell’efficienza, della reattività, del coordinamento e dell’efficacia delle istituzioni multilaterali (in questo punto viene affrontata anche la questione della riforma della Fao)
  • garantire un impegno sostenuto e sostenibile da parte di tutti i partner a investire nell’agricoltura e nella sicurezza alimentare in maniera tempestiva e affidabile, con lo stanziamento delle risorse necessarie dell’ambito di piani e programmi pluriennali.

I Paesi hanno quindi concordato:

  • di invertire il calo di finanziamenti nazionali ed internazionali nel settore agricolo;
  • di migliorare la governance mondiale delle questioni alimentari allargando la partnership a tutti gli altri soggetti coinvolti sia del settore pubblici che privato;
  • di affrontare in modo più incisivo le sfide del cambiamento climatico.

Il giorno 16 novembre si sono quindi succeduti importanti interventi: dal Papa al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon e al Direttore Generale della FAO Jacques Diouf.

“La fame è il più crudele a tangibile segno della povertà” ha dichiarato Papa Benedetto XVI “Opulenza e sprechi non sono più accettabili, quando la tragedia della fame assume proporzioni di tale portata”.

“Non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica”, ha commentato il Segretario dell’Onu. “Se i ghiacciai dell’Himalaya dovessero sciogliersi, questo avrebbe conseguenze sulle condizioni di vita e sulla sopravvivenza stessa di trecento milioni di persone in Cina e di circa un miliardo in tutta l’Asia”.

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