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ISTAT: conti pubblici del 2009 in rosso

Diminuzione delle entrate e aumento delle spese correnti affossano i conti pubblici italiani.

Conti Pubblici Il 1 marzo 2010, contestualmente ai dati sul Conto Economico delle Risorse e degli Impieghi e ai dati sull’occupazione, l’Istat ha elaborato in via provvisoria anche le stime dei conti consolidati delle Amministrazioni pubbliche relativamente all’anno 2009.

Da queste stime si evince che l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al 5,3 per cento, notevolmente superiore a quello registrato nell’anno precedente, pari al 2,7 per cento. In valore assoluto l’indebitamento netto è aumentato di circa 38.200 milioni di euro, attestandosi sul livello di 80.800 milioni di euro.

Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato negativo e pari allo 0,6 per cento del Pil, inferiore di oltre 3 punti rispetto al livello positivo raggiunto nel 2008 (2,5 per cento).

Il disavanzo del 2009 è stato determinato da una flessione delle entrate correnti di oltre 26 miliardi di euro (meno 3,6 per cento) e da una dinamica positiva delle spese correnti (più 2,3 per cento).

Le entrate totali, pari al 47,2 per cento del Pil, sono diminuite dell’1,9 per cento rispetto all’anno precedente (erano cresciute dell’1,1 per cento nel 2008).

La pressione fiscale complessiva (cioè l’ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 43,2 per cento, superiore di tre decimi di punto rispetto al valore del 2008 (42,9 per cento).

Le uscite totali sono risultate pari al 52,5 per cento del Pil (49,4 per cento nel 2008), con una variazione del più 3,1 per cento rispetto all’anno precedente.

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