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La proposta USA al G20

Gli Stati Uniti hanno proposto di limitare al 4% sul saldo delle partite correnti di un Paese.

International TradeNel corso del G20 Finanziario, cioè la riunione dei responsabili dell’economia e della finanza dei 20 paesi più industrializzati del mondo, gli Stati Uniti hanno sollevato una proposta concreta.

Il problema di fondo è lo squilibrio delle valute, che comporta vere e proprie “guerre valutarie” per il loro impatto sulle importazioni ed esportazioni. In un periodo in cui molte economie industrializzate, soprattutto occidentali, soffrono per gli strascichi della crisi economica tutt’altro che conclusa, è evidente che ogni tentativo per sostenere la propria economia venga percorso.

La Cina, infatti, con una moneta piuttosto debole rispetto alle altre grandi valute internazionali, incentiva le proprie esportazioni, attraverso un forte surplus commeciale, a discapito dei suoi principali partner.

Gli Stati Uniti, attraverso una lettera scritta ai colleghi dal segretario al Tesoro Tim Geithner, hanno pertanto lanciato la proposta di un accordo internazionale che consisterebbe nella fissazione di un tetto al 4% del Pil, sia per i surplus che per i disavanzi delle partite correnti (cioè della differenza tra import ed export).

Tale proposta ha trovato l’opposizione, oltre ovviamente alla Cina, anche della Germania e del Giappone, in quanto questi paesi registrano ampi surplus nella propria bilancia commerciale e pertanto tale accordo risulterebbe per loro penalizzante. La Germania come la Cina, infatti, registra un avanzo commerciale intorno al 6%, mentre il Giappone si aggira intorno al 3%.

E’ stata quindi avanzata una proposta più “morbida” dell’accordo che non preveda un valure numerico rigido e fisso, ma che sposti il centro dell’attenzione sulla più “generica” e meno vincolante “riduzione degli squilibri globali“.

La Germania ha inoltre avanzato pressioni affinchè, anzichè considerare i singoli avanzi (o disavanzi) commerciali, si prenda in esame il valore aggregato dell’intera area euro.

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