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L'Italia e la bassa crescita del PIL

L'Italia cresce poco, soprattutto in confronto ai "big" dell'Europa.

Crescita economicaIl 12 novembre l’ISTAT ha diffuso i dati trimestrali sull’andamento del PIL in Italia. Il dato che ne esce non è particolarmente incoraggiante. Nel III trimestre 2010, infatti, c’è stata una crescita minima, debolissima. Infatti, l’incremento congiunturale (cioè rispetto al trimestre precedente) del PIL italiano è stato solo dello 0,2%, cioè una sostanziale stagnazione.

In Europa, secondo i dati Eurostat, tutte le grandi economie hanno praticamente registrato crescite congiunturali maggiori di quelle dell’Italia: la Francia e il Portogallo +0,4%, il Regno Unito +0,8%, la Germania +0,7%, l’Austria e la Slovacchia + 0,9%. Non sono andate meglio dell’Italia, invece, la Spagna, la Grecia, la Romania e l’Olanda (che ha registrato una flessione congiunturale).

In termini tendenziali (cioè rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) le cose non vanno molto meglio. L’Italia in un anno ha infatti registrato una crescita dell’1%, che sbiadisce davanti al +3,9% della Germania, al +2,8% del Regno Unito, +1,8% della Francia e +1,5% del Portogallo. La media UE-27 è stata di +2,1%.

L’Istat ha anche rilevato che i dati emersi sono frutto di andamenti differenziati nei diversi settori dell’economia italiana. Ad una crescita dell’industria e dei servizi (secondario e terziario) si è infatti assistito ad una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura.

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LINK COLLEGATI:

> Variazioni tendenziali e congiunturali
> Il PIL e la sua misurazione
> PIL nominale e PIL reale

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