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Mercantilisti e commercio internazionale

La teoria mercantilista del commercio internazionale

Monete d'oroNormalmente, quando si parla di “teorie del commercio internazionale“, il primo riferimento storico cui ci si riferisce è la teoria dei mercantilisti.

Secondo questa antica scuola economica, che risale al XVII e XVII secolo, la ricetta ottimale del commercio internazionale consisteva nel massimizzare le esportazioni (cioè le vendite all’estero) e minimizzare le importazioni. In altre parole, detto in termini più moderni, occorreva massimizzare il surplus della bilancia commerciale.

Questa teoria trovava fondamento nel fatto che un elevato surplus della bilancia commerciale significava che il paese sta vendendo all’estero più beni di quanti non ne stia acquistando dall’estero. Di conseguenza, il denaro che entra nel paese (per i pagamenti ricevuti dall’estero) è maggiore di quello che esce (per i pagamenti degli acquisti fatti all’estero). Pertanto, la quantità di oro e di metalli preziosi presenti nel paese sarebbero aumentati.

La teoria mercantilista del commercio internazionale porta quindi al protezionismo.

Sarà proprio Adam Smith a criticare il fondamento della teoria mercantilista in quanto, rileva Smith, i metalli preziosi non sono l’unica componente della ricchezza di una nazione.

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LINK COLLEGATI:

> Il mercantilismo
> Il bullionismo
> Adam Smith
> Le esportazioni

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