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Una futura alternativa a Facebook: il social network open source Diaspora

È ormai notoria la smaccata nonchalance di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, nei confronti delle questioni concernenti la privacy. Negli Stati Uniti, infuria ancora la polemica per l’accordo che[...]

L'avatar "dandy" del futuro social network DiasporaÈ ormai notoria la smaccata nonchalance di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, nei confronti delle questioni concernenti la privacy.
Negli Stati Uniti, infuria ancora la polemica per l’accordo che consentirà a portali come Pandora e Yelp di condividere a fini commerciali e di marketing un’enorme mole di informazioni estraendole dai profili degli utenti Facebook. Si estende intanto il disagio degli utilizzatori finali nei confronti di un sistema estremamente centralizzato e molto poco customizzabile, soprattutto in relazione ad aspetti non certo marginali come la tutela dei propri dati sensibili.

Non è quindi un caso che ci siamo sempre più intelligenze decise a scendere in campo per creare un’alternativa praticabile al più grande social network della rete.
Gli ultimi, in ordine di apparizione, sono i quattro giovanotti americani, con un look tra il nerd e l’indie, che stanno sviluppando Diaspora.

Cos’è in sostanza Diaspora? L’etimo greco del termine indica una “disseminazione”, una diffusione di semi, uno spargimento incontrollabile, e calza a pennello all’intrapresa dei nostri quattro ragazzi newyorchesi.
Il loro progetto, la cui versione beta dovrebbe andare on line già dal prossimo settembre, si fonda infatti sulla realizzazione di un social network integralmente open source e che consente di connettersi direttamente dal proprio computer a quello dell’utente del quale si vuole visitare il “profilo” o col quale si vogliono scambiare informazioni, tramite un sistema di “seeding” imparentato con quelle che sono le basi strutturali del P2P, senza quindi la necessità di un nodo che faccia da hub, ossia di un server che centralizzi le comunicazioni.
Il tutto permettendo l’integrazione con altre piattaforme (ad es. Twitter e Flickr), l’upload e l’aggiornamento di testi, immagini, ecc., e un potente apparato di protezione e crittografia dei dati basato su GPG .

Si può avere un’idea della risonanza che Diaspora sta avendo tra gli appassionati e gli addetti ai lavori, tenendo presente che, in poco più di un mese, sono arrivati, da migliaia di piccoli finanziatori, tramite il sito americano Kickstarter, più di 175.000 dollari a sovvenzionare volontariamente il progetto!

Ci si chiede ora come andrà a finire, se cioè Diaspora riuscirà davvero a ridimensionare il predominio di Facebook, così com’è già riuscito in modo eclatante al microblogging Twitter, o non finirà piuttosto per arenarsi in una nicchia marginale e per soli geek.
Noi facciamo il tifo per Daniel, Maxwell, Raphael e Ilya, e li seguiremo con attenzione.
A settembre verrà licenziata la prima release di Diaspora, utilizzando una licenza open AGPL e pubblicando on line API e relativa documentazione. Quattro mesi allo start, dunque. Good luck guys!