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Creatività, arte, mondo digitale: intervista alla redazione della e-zine ArtuindenfAir

Un progetto siciliano con una visione non convenzionale dell'arte, dove si tenta una ridefinizione dei luoghi comuni attraverso la gratuità e la volontà di fare "comunità".

La cover del n. XI del magazine elettronico ArtuindenfAir

La rete pullula di progetti creativi. Si può dire anzi, senza tema di smentite, che l’avvento di Internet abbia facilitato enormemente a molti non solo l’accesso ad una massa quasi inesauribile di informazioni, ma anche la possibilità, con pochi mezzi e con un budget minimo o nullo, di manifestare le proprie idee e i propri lavori.

Si rischia certo di perdersi nella pletora di proposte e tra le migliaia e migliaia di documenti presenti on line.
Ma come sempre accade, col passare del tempo, i progetti che si fondano su idee chiare, nette, o che hanno un impatto grafico-visuale forte, finiscono invariabilmente per imporsi, per ritagliarsi spazi importanti nell’immaginario mutevole del web, e ciò accade soprattutto a coloro che, negli ultimi anni, hanno saputo impiegare in modo intelligente (o astuto) i social network e il micro-blogging.

L’unico appunto serio che mi sento di muovere a molte delle realtà creative presenti su Internet è semmai la mancanza, spesso imbarazzante, di una visione corretta del proprio porsi nell’ambito della rete – e quindi, di riflesso, in quello che si potrebbe definire lo spazio sociale e di socializzazione che si prende come riferimento, anche solo in termini ideali.

Ci imbattiamo spesso in artisti che non hanno idea delle dinamiche che innescano o sulle quali vanno ad intervenire, poeti senza poetica, creativi che non danno una cornice di pensiero alle loro produzioni.
Ciò non fa altro che rafforzare quei flussi dove tutto viene compresso nel bello o nella trovata espressiva, consumato rapidamente e sopravanzato velocemente da altro.
Un’immagine si sovrappone quindi ad un’altra, i livelli s’infittiscono in maniera caotica e random, un post o un tweet ne scaccia un altro. Ma non sempre la colpa è dello strumento che si usa.

Non appartiene di certo alla categoria di chi ha le idee confuse il collettivo – o, per meglio dire, quella sorta di “comunità in divenire” – che a Palermo produce la e-zine in pdf ArtuindenfAir.
Il magazine digitale ha ormai undici numeri alle spalle, tutti dedicati a temi essenziali del vivere e dello scibile umani.
Si passa infatti, limitatamente agli ultimi tre numeri, dalla carne e dalle fantasie che vi sono legate, all’industria musicale e alla morte come possibilità (o volontà) di trasformazione.

Qui di seguito, lascio la parola ai ragazzi di ArtuindenfAir, ringraziandoli per la breve intervista che mi hanno concesso.

Come nasce il vostro progetto, quali sono le idee alla base di ArtuindenfAir e com’è la situazione “culturale” a Palermo dal vostro punto di vista?

Il desiderio era quello di un progetto editoriale “cielo” senza inizio né fine. Abbiamo “rubato” il concetto a François Jullien (Il saggio è senza idee). L’unione di individui affascinati dalla dinamica inusuale ha, in seguito, trasformato il tutto. La web zine appartiene a chiunque vi partecipa. Noi ci limitiamo a confezionarla. Bisognerebbe fare la stessa domanda a tutti.
Il significato della parola “cultura” mi è poco chiaro. Da Bondi alle varie strutture associative più o meno underground, non riesco a focalizzare la scena cittadina, ancor meno quella nazionale. Senza andare troppo per il sottile, a prescindere dalla qualità, vedo tanti pastori intenti a fare da guardiani ai recinti costruiti.

Voi utilizzate molto le potenzialità del cosiddetto web 2.0 (Internet, social network, digitale, ecc.); cosa ne pensate sostanzialmente di tutti questi ammennicoli tecnologici?

I social network, così come Internet, sono dei mezzi. Con un coltello posso tagliare una mela o accoltellare una persona, ma… il coltello non c’entra. Le persone che non utilizzano questi strumenti per una presunta, quanto insperata, intelligenza che sfugge alla modernità mi fanno sorridere quanto tutti quelli che mettono in “gioco”, quotidianamente, i cazzi propri come se fossero argomentazioni appetibili alla comunità. A noi i social network e la tecnologia ci servono e li utilizziamo.

È da pochi giorni on line “Volontà di scomparsa: il senso della fine come trasformazione”, il numero XI della vostra e-zine, che ormai sta diventando un piacevole appuntamento periodico…

”Volontà di scomparsa…” prova a mettere in discussione il mito dell’immortalità nell’uomo e a sgomberare il campo dall’idea che la morte della carcassa sia uguale ad una fine. Ci piace e crediamo nell’idea della trasform/azione. Chissà “cosa” ero… Spero di diventare una “cosa migliore”…
Ne approfittiamo per rinnovare i ringraziamenti a tutti coloro che hanno partecipato, che partecipano e che parteciperanno al progetto “cielo”. Nel frattempo stiamo lavorando sul “desiderio e le dinamiche che vengono a crearsi tra uomo e donna, tra uomo e uomo e tra donna e donna…”, a voi le variabili infinite.

E cos’altro bolle nel calderone di ArtuindenfAir?

Abbiamo iniziato, da questo numero, una collaborazione con potpourri mensile, periodico di fotografia arte e cultura. Ne trovate alcune pagine nel numero XI di ArtuindenfAir, così come troverete un nostro intervento in potpourri. Abbiamo in corso un progetto con una nuova casa editrice, per puntare alla carta: incrociamo i tentacoli! Le collaborazioni con associazioni e realtà di ogni sorta sono il nostro pane quotidiano!

La cover del n. XI del magazine elettronico ArtuindenfAirIl n. XI dell'e-zine ArtuindenfAir (pag. 11)Il n. XI dell'e-zine ArtuindenfAir (pag. 29)Il n. XI dell'e-zine ArtuindenfAir (pag. 46)