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Erotismo, e-book e nuovi media: intervista a Francesca Mazzuccato

Francesca Mazzucato è una delle maggiori scrittrici erotiche italiane. Ho avuto il piacere di farle una manciata di domande su e-book, nuove tendenze editoriali, nonché sul suo ultimo lavoro. Donna elegante e rigorosa, Francesca mi ha risposto con garbo, puntiglio e senza lesinare alcuni spunti analitici piuttosto stimolanti.

Devo confessare ai miei lettori di non amare particolarmente la letteratura erotica contemporanea.
Avendo letto molto presto autori come Bataille e Sade (intorno ai miei 17-18 anni), non riesco a farmi piacere la stragrande maggioranza delle proposte editoriali in tema di amore carnale e dintorni.

Molti degli scritti nei quali mi imbatto non hanno alcuna necessità, sono redatti spesso in bello stile ma senza alcuna passionalità, oppure si presentano infarciti di un frasario banale e fintamente triviale che non va al di là di una riscrittura del Kamasutra in salsa piccolo-borghese.

Per quanto mi riguarda, uno scritto che si definisce erotico o pornografico deve accendere una scintilla, innescare desiderio, produrre un eccitamento dell’intelletto, essere toccante; altrimenti preferisco rileggere Boccaccio o l’Aretino.

Naturalmente, esistono pur sempre le debite eccezioni, e nel panorama letterario italiano, si staglia con nettezza l’opera di Francesca Mazzucato.

La sua scrittura trasuda passione e umori. Ed ogni suo libro, come pure ogni suo minimo scritto sul web, sa squarciare con decisione i luoghi comuni del genere spingendo il lettore a prendere partito per la carne che vive e che si mette in gioco, senza colpa, senza peccato.

Provocatoriamente, io penso che se si vogliono usare le parole per costruire una qualche bellezza, bisogna sempre usarle come se fosse l’ultima volta che si fa l’amore.

Ecco, Francesca scrive in questo modo, e dietro il suo mestiere (innegabile), c’è un corpo che si appartiene, si ausculta, si preserva dalla volgarità del mondo, e che, nondimeno, si mantiene aperto all’esperienza e al dono sovrano che è l’amore.

* * *

Proprio di recente ho scoperto che hai curato, in tempi non sospetti, un’edizione digitale delle poesie del francese Brauquier, per non parlare poi del progetto Lunatica, sfociato nella pubblicazione di un e-book antologico su Lulu.com all’inizio del 2010. Mi puoi parlare di questi due progetti e della tua posizione nei confronti del libro elettronico e del digitale in genere?

Ho pubblicato un e-book scaricabile gratuitamente sul poeta francese Louis Brauquier, con le uniche sue poesie mai tradotte in italiano precedute da un saggio introduttivo, nel 2006.
Restano le uniche anche ora, per quello che so.
È un grande poeta marsigliese pochissimo conosciuto sia qui che in Francia. Straordinario secondo me. La cosa è un po’ un simbolo anche dello strumento, di come riesce ad essere pionieristico, utile, fondamentale. A volte arrivare troppo presto, a volte - nel 2006 di sicuro - considerato un mezzo di serie B se non C di dare alle stampe qualcosa. (La frase standard “Ma la carta..” si sentiva e si sente spesso). Adesso non è troppo presto.

Sul progetto Lunatica, l’antologia curata da me e Paolo Melissi, non c’è mai stato un singolo dubbio. Si tratta di un progetto benefico, abbiamo coinvolto scrittori, poeti e solo persone di cui stimiamo la scrittura e l’approccio alla narrazione, era una questione di tempo e di accessibilità per rendere lo strumento fruibile in modo rapido e a basso prezzo, e far arrivare i proventi direttamente all’ente benefico attivo ad Haiti a cui li abbiamo destinati.

Personalmente ho notato la differenza dal 2006 ad oggi. Nel 2006 un e-book non scaricabile gratuitamente era, nell’opinione comune, una follia, ora, una narrazione scaricabile a prezzi più bassi del libro cartaceo, anche solo a 3-4 euro, non solo non è vista come una follia ma come una eccellente opportunità.

Gli iPhone e gli smartphone, gli iPad e chissà cos’altro arriverà hanno fatto il resto. È il momento. C’è stato il giro di boa. Programmi di ogni tipo che la tecnologia sta mettendo a punto e che permetteranno di girare portando, in tasca o in borsa, intere biblioteche, sempre più facilmente leggibili, non deteriorabili. Questo non modificherà tutto, subito. È ancora una fascia di mercato tutto sommato ristretta (ma siamo non-lettori, in Italia, non è solo una questione di libro digitale).
Non spariranno le librerie. Però è iniziato, lento e inesorabile, importante e in ogni caso da considerare per chiunque abbia a che fare con l’editoria o semplicemente ami la lettura, un fenomeno potente e trasformativo, che avrà parole come accessibilità, viralità, no copyright, come parole chiave per un futuro che è già presente.

Francesca, sei sicuramente tra le più grandi scrittrici italiane degli ultimi due decenni, dotata di una rara, incisiva scrittura “carnale”. Facciamo quindi un gioco: se tu dovessi creare o produrre un e-book a partire da una scrittura “erotica”, la tua ad esempio, tenendo presenti le potenzialità del mezzo, ancora in gran parte inesplorate, cosa t’inventeresti? Cosa ti piacerebbe assemblare?

Ho questi due e-book nella mia bibliografia, di sicuro non saranno gli unici. Mi piacerebbe, come idea classica, che credo venga a chiunque, sicuramente raccogliere in e-book, per metterli al riparo alcuni libri ormai fuori catalogo, come Amore a Marsiglia, che uscì con Marsilio nel 1999 o Relazioni scandalosamente pure. Ci ho pensato e non escludo di farlo, prima o poi, nonostante offerte di ristampe di altri editori, piuttosto recenti.

Ho pensato anche a raccogliere le recensioni del mio blog, Books and other sorrows, non aggiornato di recente ma a cui conto di tornare presto. C’è dentro una piccola miniera secondo me. Recensioni, segnalazioni, piccoli saggi, non solo mie ma di tanti: Antonella Lattanzi, Nunzio Festa, Barbara Gozzi. Ci sono interviste esclusive a personaggi rilevanti. Sicuramente prima o poi raccoglierò tutto, e ne farò un e-book.

Ma mi chiedevi di cose nuove e altre.
Sogno di raccogliere dei “tweet” speciali. In un e-book. Dal social network e servizio di microblogging Twitter, che io ritengo carico di potenzialità e forza rivoluzionaria quasi come l’e-book. Mi piacerebbe una raccolta di tweet, quelli che si scrivono non per lanciare link ma quando si ha voglia di scrivere davvero, in 140 caratteri. Magari in risposta a qualcuno, come un “epistolario tutto digitale”, carnalità diffuse in pixel a comporre un tempo e un ritmo del sentire il corpo che si fa parola (tema a te ben presente e che attraversa, trasversalmente o come nucleo quasi tutta la tua scrittura, so anche che hai un account twitter…).

Se si scrive su Twitter di cose personali, noto che il corpo è quasi sempre in gioco. Mi piacerebbe molto. Tengo al mio account Twitter, non sono più su Facebook da un po’ (quello strumento non combacia col mio sentire, e trovo Twitter plasmabile, mobile, duttile come pongo (me ne occupo anche a livello professionale, come strumento di web marketing).
Ma una raccolta di tweet dal ritmo forsennato e talora isterico di una timeline… Questa è una cosa a cui penso spesso, quando mi stacco dal pensiero dell’e-book come scrigno dove raccogliere scritti che rischierebbero la perdita, o una sorta di possibile oblio.

Di recente, è uscito per l’editore Giraldi: Autobiografie pornografiche, il tuo ultimo lavoro. Titolo piuttosto netto, direi. Qual è stata la genesi del libro? E, per finire, una curiosità tutta mia: quali letture (o ascolti, o esperienze) hanno influenzato maggiormente la tua scrittura?

Autobiografie pornografiche raccoglie gran parte di miei scritti per il blog che gestisco sulla piattaforma GQ - Menstyle: Erotic Notes.

Quelli che chiamo sussurri e non solo, divisi in tre parti, sussurri brevi, sussurri lunghi e grida. Alcuni sono modificati e allungati, altri sono invece completamente inediti e scritti solo per il libro. È una scrittura del frammento, che ha una complessità di linguaggio - pur sempre nel campo della corporeità - che contrasta con il titolo, in qualche modo. O lo completa.
Quello che intendo per “pornografico” sono le sfaccettature di un prisma e chiedo ai lettori di seguirmi proprio lì, e insieme di abbandonare luoghi comuni e stereotipi.

È un libro a suo modo sovversivo, frantumato ma con una sua musicalità, a volte cacofonia, altre volte sinfonia dolente. Diciamo che anche Autobiografie pornografiche è un lavoro nato ed evoluto, vissuto, percepito e distillato dal web e con il web.

Le influenze. Ci sono autori e autrici che leggo e rileggo e che mi hanno, tutti influenzato, in modo variabile.
J.M. Coetzee, Don DeLillo, Harold Brodkey, ma soprattutto Joyce, Samuel Beckett, Djuna Barnes, Anais Nin, la francese Christine Angot (ho letto il suo libro Rendez-vous almeno 4 volte e ho a lungo sognato di scrivere il “mio rendez vous” ma credo che le autobiografie in parte lo siano, la celebrazione di un amore non sullo stesso piano, di un amore che sfugge). E ancora Sartre, Camus, Bataille, Cocteau.
In Italia: Gianni Rodari, so che può sembrare strano. È stato così avanti e non è abbastanza valutato, ha formato generazioni, era così surreale, puro, politico, fantastico, il mondo che ricrea è un mondo che mi manca tanto, poi Vittorini e Giuseppe Berto.

La musica varia, va a momenti e a periodi ma torno sempre a casa, alla Passione secondo Matteo di Bach. La ritengo “casa”. È dove far riposare il corpoParola da ogni affanno.

Ci sono anche luoghi che mi influenzano e che entrano nella mia scrittura, con prepotenza. Budapest, Marsiglia, Zurigo, Lugano, Eze Village, Villefranche sur Mer, Trieste. Per quello che riguarda i luoghi leggo molti saggi di geopolitica e di economia.

Mi influenza Twitter, sicuramente, quello che leggo, il modo che ammiro nelle persone di saper usare i 140 caratteri, mi influenzano le vecchie clip che ho scovato su You Tube delle canzoni di Enzo Jannacci che ascoltavo da bambina.
Questo, in parte e in breve. Work in progress, naturalmente. Grazie.

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Laureata in Lettere e specializzata in Biblioteconomia, Francesca Mazzucato è scrittrice, consulente editoriale e traduttrice. Ha pubblicato 16 libri. Collabora con magazine, portali come GQ-Menstyle, riviste letterarie. Si occupa di erotismo, viaggi, costume, new media e critica letteraria. Nel 2003 ha vinto il premio Fiuggi ed è arrivata seconda al premio Argentario-Narrativa donna. Fra i suoi romanzi: “Hot line”, Einaudi; “Relazioni scandalosamente pure”, Marsilio; “L’anarchiste”, Aliberti; “Confessioni di una coppia scambista”, Giraldi; e “Kaddish profano per il corpo perduto”, Azimut, ambientato a Budapest e dedicato al premio Nobel Imre Kértesz. A Febbraio 2009 è uscita negli Stati Uniti l’antologia “Rome Noir”, per Akashic Books. Contiene racconti di Lucarelli, Carofiglio, e altri, insieme a “Tiburtina noir blues” di Francesca Mazzucato. Sulla sua opera sono state scritte alcune tesi di laurea. Svolge da tempo l’attività di consulente editoriale. Ha avviato la collana delle “Confessioni” e “Riflessi del presente” per Giraldi editore, ha collaborato a progetti sulla scrittura femminile con case editrici italiane come Edizioni Creativa e straniere, dal 2009 dirige la collana “Cahier di viaggio” per le edizioni Historica. Sempre nel 2009 è uscita “Romanza di Zurigo: mosaico eretico e visionario”. Fa parte del Who’s Who in Italy 2009/10. Nel 2010 è uscito”Autobiografie Pornografiche”, Giraldi Editore, e il saggio “Storia del preservativo”, Odoya edizioni, che ha tradotto e curato. Vive in una terra di frontiera

La copertina di

La copertina di La scrittrice italiana Francesca MazzucatoLa scrittrice italiana Francesca Mazzucato