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L’educazione alimentare in prospettiva olistica

Un’adeguata educazione nutrizionale va oggi associata ad uno stile di vita e di pensiero che privilegi il rispetto per l'uomo e per l'ambiente secondo una visione olistica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ogni giorno alimentiamo il nostro corpo,
la nostra mente e il nostro spirito
crescendo, come Gesù,
“in sapienza, età e grazia
davanti a Dio
e davanti agli uomini” (Luca 2, 52).
Anna Russo

 


Un’adeguata educazione nutrizionale va oggi associata ad uno stile di vita e di pensiero che privilegi il rispetto per l’uomo e per l’ambiente secondo una visione olistica.

Il termine olismo, (dal greco hólos = tutto intero), si riferisce a una comprensione della realtà in funzione di totalità integrata, alla personalità umana, microcosmo all’interno dell’infinito macrocosmo, considerata nella poliedricità delle sue dimensioni (fisica, affettiva, sociale, morale, intellettuale, spirituale, estetica).

L’educazione alimentare intesa in senso olistico è finalizzata a:

valorizzare l’ interazione tra il corpo, la mente e lo spirito; 
promuovere la consapevolezza della propria alimentazione;
sottolineare la responsabilità individuale nel mantenimento
del proprio stato di benessere psicofisico; 
favorire la prevenzione dello stato di malattia, mediante l’assunzione di comportamenti responsabili; 
sviluppare l’autoeducazione, la disciplina interiore;
l’autocoscienza e l’autodeterminazione.
Le qualificazioni di un’alimentazione olistica sana ed equilibrata sono:

personalizzata (elaborata sulle esigenze personali di ciascun individuo,
unico ed irripetibile, con una propria storia individuale); 
sana (scelta di cibi salubri); 
corretta (distribuita giustamente nell’arco della giornata); 
equilibrata (bilanciata nell’apporto di nutrienti);
armonica (rispettosa dei ritmi vitali e stagionali); 
variata (per prevenire squilibri nutrizionali e rischi metabolici);
piacevole (basata sul gusto individuale);
conciliante il sapore con la genuinità e con il rispetto per l’ambiente;
conviviale (pasti quali momenti d’ incontro, di festa e socializzazione, aventi valenza simbolica, psicologica e culturale);
valorizzante l’identità antropologica (rispettosa delle tradizioni del territorio pur senza precludersi nuove sperimentazioni culinarie nell’apertura al mercato globale).

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