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L’educazione alimentare in prospettiva ecologica

Oggi è fondamentale l’educazione alla responsabilità individuale e collettiva della vita dell'uomo e del pianeta all’interno dell’universo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli uomini sono posti da Dio
come amministratori della terra,
per coltivarla e custodirla.
Di qui discende quella che potremmo chiamare
la loro “vocazione ecologica”,
divenuta più che mai urgente nel nostro tempo.
Giovanni Paolo II

Il sostantivo ecologia (dal greco oîkos = casa, abitazione e lógos = discorso) indica “lo studio delle funzioni di relazione degli organismi con l’ambiente e fra loro” (Devoto - Oli, 1985, 864).
Oggi è fondamentale l’educazione alla responsabilità individuale e collettiva della vita dell’uomo e del pianeta all’interno dell’universo.

Noi non siamo nati soltanto da nostra madre, anche la terra è nostra madre, che penetra in noi giorno dopo giorno con ogni boccone che noi mangiamo”, affermava saggiamente Paracelso, ben consapevole di quanto siano profondamente collegati ed interdipendenti la vita del pianeta e quella dell’uomo.

Lo sfruttamento intensivo dei terreni e l’agricoltura chimica hanno determinato danni gravissimi: inquinamento dell’aria, delle falde acquifere superiori e inferiori, del suolo, perdita della fertilità con conseguente desertificazione.

Il Professor Michael Brawford, biochimico specialista in problemi nutrizionali, osserva che nel corso del nostro secolo l’uomo è riuscito a progredire tecnologicamente, ma è anche tragicamente regredito nel campo ecologico.

Dal Vertice mondiale di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile, è emerso con grande chiarezza il richiamo attivo all’impegno nella difesa dell’agroecosistema.

La società del terzo millennio reclama, con sempre maggiore insistenza, sicurezza, rispetto della natura, sostenibilità dello sviluppo e desiderio diffuso di ritorno ad attività produttive agricole ecocompatibili, rispettose della salute dell’uomo, del benessere degli animali, degli equilibri ambientali.

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