Il cachi, pane degli dei

I frutti del loto hanno una polpa talmente zuccherina, da meritare il nome scientifico di "diospiros", ossia pane degli dei.

Originario del Giappone e delle regioni settentrionali della Cina, dove oggi vengono coltivate oltre 2.000 cultivar, il cachi, o kaki o loto, o diospiro è il nome di un albero (Diospyros cachi), appartenente alla famiglia delle Ebenacee, e del suo frutto.

Già Plinio, nei suoi scritti, parlava delle piante di loto, molto resistenti alle variazioni di clima, di terreno ed ai parassiti, considerate in Cina albero delle sette virtù, giunto in Europa, alla fine del Settecento, come pianta ornamentale.

In Italia il cachi fiorisce tra maggio e giugno e tra ottobre e novembre, donando le sue bacche commestibili, dall’allegro colore arancione, attaccate al ramo da un breve e robusto peduncolo.

Ci sono molte qualità di cachi. Le principali sono la nordamericana e l’orientale:

i frutti del cachi comune non sono adatti al consumo appena dopo la raccolta. Devono essere “ammezziti”, ovvero devono maturare fino a raggiungere una consistenza cedevole al tatto, perdendo il contenuto di tannini che li rende allappanti (leganti il palato e la lingua);
i cachi vaniglia e sharon fruit si consumano appena colti, quando la polpa è ancora soda.
La qualità italiana più pregiata è quella di Misilmeri, in Sicilia.

I cachi sono un’eccellente fonte di beta-carotene, oltre a contenere abbastanza vitamina C, fibre, proteine di origine vegetale e una notevole quantità di zuccheri e sali minerali, quali potassio, calcio e fosforo.

Il frutto acerbo è ricco di tannino con azione astringente, mentre maturo ha proprietà diuretiche, decongenstionanti e disinfettanti, indicate in caso di infiammazioni intestinali.

Molto calorici, sono nutrienti e di facile digestione, consigliabili agli studenti e ai soggetti astenici e nervosi.

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