
Il digiuno fornisce un’autodiagnosi:
è una terapia orientativa ed educativa.
Mercedes Salimei
L’Azienda Servizi Farmaceutici e l’Associazione Kinesis, nell’ambito di un programma di Educazione al movimento e alla salute, ha organizzato una Conferenza sul tema del digiuno, quale stimolo alla divulgazione, all’approfondimento e alla conoscenza dell’argomento trattato.
Il materiale consiste di:
un estratto dei punti significativi della conferenza;
domande e risposte sul digiuno;
un’appendice sul digiuno terapeutico tratta da “Notiziario Weleda”, nella quale il medico Dr. Leopold Felbermayer analizza gli aspetti storico-culturali e medici di una pratica sottovalutata nel suo significato terapeutico e per le possibilità che dà di potenziare le facoltà umane.
La dottoressa Mercedes Salimei inquadra il digiuno nel contesto generale dell’alimentazione, inserendolo tra la dieta a base di calorie ed un regime alimentare estremamente personalizzato per tolleranze alimentari.
Il sistema linfatico è il sistema di fognatura del corpo, quello che si porta via tutte le tossine:
il digiuno ha il compito di eliminare completamente questi intasamenti e solitamente riesce a farlo nel giro massimo di 15 giorni.
Il digiuno non è terapeutico in modo definitivo:
ha effetto sul corpo per i primi sei mesi e poi va ripetuto.
Il digiuno fornisce un’autodiagnosi: è una terapia orientativa ed educativa.
Durante il digiuno sarebbe opportuno ascoltare della musica classica, in modo particolare quella di Mozart, la quale aiuta a recuperare la sicurezza in se stessi ed è un’ottima cura ricostituente per il sistema nervoso.
Gli esercizi, le camminate o le pratiche vanno praticate solo a livello fisico senza ricorrere a ideologie di tipo religioso oppure di tipo filosofico, perché in fase di digiuno si è molto sensibili da un punto di vista psicologico.
L’unica meditazione consigliata è la programmazione di ciò che si vuole realizzare addirittura per un intero anno, oppure mese per mese, fino al digiuno successivo.

Anna Russo








