
Il termine Pasqua deriva dal latino pascha e dall’ebraico pesah = passaggio.
La ricorrenza, dalle risonanze agresti, risale ad antichissimi riti di origine pagana con i quali veniva festeggiato l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento: primizie del campo, prodotti dell’orto, uova, immolazioni di agnelli.
Nei paesi anglosassoni l’antica divinità pagana Eostre, da cui deriva il nome Easter, era la dea della primavera, a cui era dedicato il mese di aprile.
La leggenda narra che Eostre salvò un uccello, a cui si erano congelate le ali durante l’inverno, trasformandolo in una lepre speciale, che deponeva le uova.
Il coniglio quale simbolo pasquale ha origine in Germania nel 1500, per poi diffondersi in America sulle orme degli immigrati tedeschi e olandesi che continuarono a celebrare la tradizione, secondo cui il coniglietto pasquale porta un cesto di uova colorate ai bambini buoni, nascondendole dispettosamente tra i cespugli di erba.
L’usanza di dipingere le uova risale a secoli or sono: gli antichi Romani, i Galli, gli Egizi, i Cinesi e i Persiani erano soliti dipingere e regalare uova in primavera.
Pasqua è attualmente una festività primaverile celebrata in data variabile, calcolata sulla base di determinati vincoli di carattere astronomico.
La Pasqua ebraica o Pesah celebra la liberazione del popolo giudeo dalla schiavitù dell’Egitto in seguito al passaggio dell’Angelo sterminatore; inizia con il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera e dura per otto giorni.
Le sue origini risalgono, probabilmente, alla festa Festa del pane non lievitato o mazzot, praticata nel vicino Oriente dai popoli nomadi pastorizi.
La celebrazione della Pesah coinvolge tutti i familiari con la lettura dell’Haggadà, libro della leggenda.
La tavola, durante la festa, è ricca di cibi simbolici: le erbe amare che ricordano la sofferenza del popolo ebraico, il pane azzimo, l’agnello arrostito intero, le erbe rosse, un uovo che simboleggia il lutto e la salsa charoseth, usata dagli schiavi ebrei in Egitto.
La Pasqua cristiana è la festa più solenne del Cattolicesimo e glorifica il sacrificio del figlio di Dio, Gesù di Nazareth, il quale, dopo essere stato crocifisso, risorge transitando dalla vita mortale a quella immortale; viene solennizzata la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile.
Nell’anno 325, durante il Concilio di Nicea, si stabilì che la Pasqua doveva essere celebrata la prima domenica dopo la luna piena che seguiva l’equinozio di primavera stabilendo che fosse la Chiesa di Alessandria a determinarne la data.
Nel 525 d. C. si fissò che questo momento doveva cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile.
La Pasqua della chiesa Cattolica e quella della chiesa Ortodossa non coincidono perché la prima si riferisce al calendario gregoriano e la seconda a quello giuliano.

Anna Russo








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