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Origano, aroma inconfondibile e gusto deciso

L'origano, splendore delle montagne, è un'erba aromatica diffusamente impiegata nella cucina mediterranea.

A mezzodì scopersi tra le canne
del Motrone argiglioso l’aspra ninfa
nericiglia, sorella di Siringa;
l’ebbi su’ miei ginocchi di silvano,
e nella sua saliva amarulenta
assaporai l’origano e la menta.
Gabriele D’Annunzio

L’origano, chiamato anche regamo o erba acciuga, è una pianta erbacea intensamente aromatica diffusa nei paesi mediterranei, nell’Inghilterra meridionale, in Asia e in America del Nord in molte varietà, anche se soltanto nelle assolate regioni meridionali riesce ad acquistare piena corposità di fragranza.

Il nome scientifico, Origanum vulgare, derivante dal greco: óros = monte e gános = bellezza vistosa, splendore, significa splendore delle montagne.

È un arbusto perenne, appartenente alla famiglia delle Labiate, il cui fusto, alto 40-80 cm, piuttosto peloso, si arrossa verso la punta; l’habitat è costituito dai boschi fino ai 1800 metri.

Le foglie sono piccole, ovali, profumatissime con la base allargata ed il margine intero o interrotto da qualche dentello; i fiorellini rossastri, o qualche volta chiari, sono riuniti a mazzetti; il frutto è una capsula scura.

La fioritura avviene da giugno a settembre.
Si usa tutta la pianta, soprattutto le sommità fiorite.

Viene molto usato nella cucina mediterranea per il suo aroma intenso, pronunciato, gradevole e deciso.

In gastronomia si rivela particolarmente indicato per:

piatti a base di pomodoro,

sia caldi (pizze, sughi, carne alla pizzaiola);
sia freddi (pomodoro e mozzarella, insalate miste, bruschette);
salse, intingoli, condimenti;
pasta d’acciughe;
crostacei;
carni arrostite, alla brace, in umido;
formaggi (soprattutto caprini);
zuppe;
verdure cotte;
numerose ricette regionali (pizza rianata o originata; ammogghiu, classico intingolo per grigliate di pesce);
per preservare il brodo;
per conservare ortaggi sott’olio e sott’aceto;
nei liquori digestivi.
Nell’Antica Grecia era considerata pianta portatrice di pace e di felicità, nota e molto apprezzata per le qualità terapeutiche, come testimoniano Dioscoride, Columella e Plinio.

Principi attivi: un olio essenziale costituito principalmente da timolo, carvacrolo, terpinene; tannini e resine.

Proprietà officinali: aromatizzante, aperitivo, digestivo, antispasmodico, antinevralgico, espettorante, leggermente stimolante, antisettico, carminativo, tonico, parassitico, purgativo, bechico, eccitante, sudorifero.

In medicina veniva utilizzato, grazie al suo profumo penetrante, come disinfettante di ambienti durante le epidemie, bruciato in ampi bracieri insieme a timo e menta.

Tradizionalmente viene impiegato in fitoterapia per le sue numerose proprietà officinali.

In cosmesi si usa per la produzione di essenze.

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