
A parte che er basilico c’incanta
perché profuma mejo de le rose,
cià certe doti medicamentose
che in tanti mali so’ ‘na mano santa.
Abbasta ‘na tisana de ’sta pianta
che mar de testa, coliche ventose,
gastriti, digestioni faticose
e malattie de petto le strapianta.
Pe’ via de ’sti miracoli che ho detto,
io ciò ‘na farmacia sur terrazzino,
aperta giorno e notte in un vasetto.
Dentro c’è uno speziale sempre all’opera,
che nun pretenne modulo e bollino
e nun c’è mai pericolo che sciopera.
Aldo Fabrizi
Il basilico, Ocimum basilicum, è una pianta annuale con radice a fittone, appartenente alla famiglia delle Labiate, che cresce facilmente in terreni drenati e soleggiati.
Ocimum = profumo, indica l’intensa fragranza aromatica dell’erba; basilico, dal greco basilikós = regale, è riferito al portamento della pianta, elegante nella sua semplicità.
L’erba regale ha, infatti, fusto eretto, che raggiunge un’altezza di 30-60 cm, con foglie opposte, di colore verde intenso sul lato superiore e verde-grigio in quello inferiore.
I fiori sono piccoli, di color bianco, raccolti in spighe.
Esistono circa quaranta varietà di basilico.
Quelle più comunemente usate sono:
genovese, dal profumo acuto;
napoletano, a foglia di lattuga, più delicato e con un lieve sentore di menta;
fine verde compatto, di taglia ridotta;
mammouth, dalle foglie larghissime, il tipo più adatto ad essere essiccato;
a foglie rosse dentellate;
opale scuro.
Le piante colorate vengono coltivate principalmente a scopo decorativo.
Originario dell’India, il basilico fu introdotto in Europa, attraverso il Medio Oriente, prima dai Greci e, successivamente, dai Romani, i quali già lo utilizzavano in cucina: Apicio lo cita in una ricetta con i piselli.
In Egitto fu utilizzato come uno dei componenti del balsamo preparato per la mummificazione.
Considerata da sempre una pianta essenzialmente medicinale, ha spesso viaggiato insieme all’uomo in tutte le sue migrazioni.
Nell’antico Egitto, il medico Serapione ne descriveva le qualità mediche, già note agli Arabi; nel 1060 d.C, in Cina, è nominato in un libro di piante medicinali; i crociati, di ritorno dalla terra santa, ne riempivano le navi per scacciare gli insetti, le infezioni e i cattivi odori.
Principi attivi: olio essenziale, ricco di cavicolo, cineolo, linalolo, pinene.
Propietà officinali: digestive, antispasmodiche, aromatiche, antinfiammatorie, antisettiche, toniche, emmenagoghe.
Le applicazioni moderne, comprese quelle delle medicine alternative (ayurvedica, cinese, tibetana) sfruttano le sue virtù salutari.
Nella pratica erboristica è utilizzato per alleviare nausee, facilitare la digestione, attenuare crampi allo stomaco e all’intestino, calmare le irritazioni in caso di punture di insetti e di morsicature di serpenti; per infiammazioni alla bocca e alla gola e per purificare l’alito mediante sciacqui e gargarismi; per combattere la caduta dei capelli.
In cosmetica l’acqua distillata di rosmarino è un ottimo tonico; nell’acqua del bagno sortisce effetti aromatici, deodoranti e tonificanti.
Le foglie lucide, aromatiche, giovani, da raccogliere quando la piantina è alta circa 20 cm., poco prima la fioritura, sono le più profumate, dal sapore piccante aromatico, più robusto quando, in estate, il sole ne aumenta l’intensità.
Il basilico in cucina aggiunge un profumo penetrante e un bouquet moderatamente speziato a molte pietanze e salse, specialmente nelle preparazioni in cui il pomodoro ha un ruolo di primo piano.
In Italia viene utilizzato come ingrediente distintivo del celeberrimo pesto, specialità ligure, che, con caratteristiche diverse, si può gustare lungo tutta la Riviera, da Genova alla Provenza.
Le foglie fresche si usano intere o a pezzetti in salse e sughi; in minestroni e pastasciutte; in piatti a base di uova, come frittate e uova strapazzate; in ripieni e polpette; con il pesce, in particolare triglie ed aragoste; in gustose insalate miste; con verdure mediterranee cotte come melanzane, zucchini, peperoni e pomodori; nelle conserve e nei liquori; per decorare e profumare piatti di formaggi, frutta esotica, bibite.
Le foglie essiccate, un po’ amarognole, si possono usare per la preparazione di sughi, stufati, minestre.
Il basilico va aggiunto alle pietanze all’ultimo momento sminuzzandolo con le dita.

Anna Russo








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